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L'urlo si strozza in gola Azzurri puniti nel finale e la classifica preoccupa

Luca Signorini
Un rinvio del portiere del Borgo Matteo Grandi
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Un rinvio del portiere del Borgo Matteo Grandi

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 BORGO. L'urlo si strozza in gola. La gioia si confonde con l'amarezza. Il Borgo non riesce a superare il volenteroso (ma non trascendentale) Renate e l'ambiente si avvilisce.  Troppo rinunciatari gli azzurri per legittimare il gol del vantaggio arrivato dopo una mezzoretta di partita. Gli uomini di Colonnello rientrano in campo pensando solo alla difesa del risultato: la squadra finisce per abbassare il baricentro e concedere centrocampo e fasce agli avversari che, se non fosse per la staffilata dal limite che firma l'1-1, non avevano neppure prodotto clamorose palle gol. Il pareggio, a ben vedere, pare giusto. Ma i meriti degli ospiti non superano i demeriti degli azzurri. «Dispiace perché dopo l'1-0, nonostante altre occasioni, non siamo riusciti a chiudere la partita - ragiona il ds Maurizio Tanfani - Giocando in questo modo gli avversari prendono forza e vigore e puntano al pareggio, che alla fine arriva. Siamo comunque in serie positiva da diverse giornate, ma se sbagli e fai qualche piccolo errore qui, in Seconda Divisione, lo paghi duramente, come è successo oggi (ieri, ndr). Onore al Renate».  Va dato atto ai brianzoli di non aver mai smesso di crederci: confusionari ma colmi di speranza l'hanno buttata su mischie e lanci lunghi. E, in zona Cesarini, a tre minuti dal quarantacinquesimo, gli sforzi profusi sono serviti a qualcosa. Almeno a riportare un punticino in terra lombarda. Quello che Oscar Magoni, tecnico del Renate, voleva. E se qualcuno si accontenta, altri si rammaricano. I tre punti persi ieri potevano dare una sterzata positiva alla stagione del Borgo, potevano portare tranquillità e fiducia in vista del girone di ritorno.  «La vittoria era fondamentale per la classifica e per affrontare la gara di San Marino con meno problemi di punti - dice Matteo Grandi, il portiere azzurro anche ieri autore di una bella prestazione - dovevamo essere più cattivi in alcune circostanze. Poi siamo stati un po' sfortunati sul loro gol, non siamo riusciti a liberare l'area per una serie di rimpalli e un gran tiro ci ha punito».  Gli azzurri devono credere nelle proprie forze: il torneo, visto fin qui, appare equilibrato e con valori piuttosto simili. Sono la voglia, la determinazione e la fame di gioco e di risultati a fare la differenza. La giovane truppa borghigiana ha la facoltà di osare un po' di più, di crederci fino alla fine. Niente è proibito, nessun traguardo è irraggiungibile. Impossible is nothing.

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