Il Tirreno

Montecatini

Contro il Don Bosco Livorno la squadra ha sfoderato una prestazione convincente

Finalmente un sorriso convinto per i tifosi dello Sporting Club

Lorenzo Mei
Due momenti della gara di domenica al Palaterme col Don Bosco Livorno
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Due momenti della gara di domenica al Palaterme col Don Bosco Livorno

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 MONTECATINI. Finalmente un sorriso convinto. Quello che avevano tutti, domenica alla fine del derby con il Don Bosco, al Palaterme. Felice la squadra, consapevole di aver agguantato la prima vittoria ampia della stagione, dopo una prestazione convincente. Soddisfatto il pubblico, che in casa finora non poteva lamentarsi troppo dei risultati (unica sconfitta con la capolista Castellanza) ma che non aveva ancora visto una pallacanestro degna di nota. Il piccolo miracolo invece si è materializzato in una gara che si presentava difficile alla vigilia, e che si è rivelata più agevole man mano che trascorrevano i minuti sul cronometro.  Senza Tex. A complicare i piani dei rossoblù ci si era messa l'indisposizione di Tessitori, che rimane in dubbio anche per il match con Cecina, alle prese con un noioso virus che lo ha lasciato a soffrire a bordo campo, a pochi metri da quel canestro che generalmente è il suo habitat naturale. Con il solo Barraco come vero lungo, da Angelucci ti aspetti qualche rivoluzione tattica e il ricorso massiccio alla difesa a zona, invece quello che è successo è soprattutto che i due giocatori chiamati a chiudere quella falla, Giarelli e Cei, hanno risposto con generosità, brillantezza e, il primo, un ottimo impatto offensivo.  Giovani. La prestazione di Giarelli, un concentrato di agonismo e tecnica, va messa accanto a quella di Andrea Tommei, che finalmente è tornato il punto di riferimento aggiuntivo tra gli esterni in attacco. È indubbio che quando accanto alla coppia Niccolai-Cavallaro il coach si ritrova un giocatore così pungente, tutto si semplifica per lui e si complica per la difesa avversaria. Nel dopo-partita è arrivata una citazione anche per Procacci, che nel primo spezzone di gara a essere sinceri ha un po' balbettato, mentre in seguito è stato spavaldo e ha chiuso una bella penetrazione, dimostrando che per sentirsi a suo agio anche in B gli servono un po' di minuti a disposizione.  Protagonisti. Se per una volta l'asse play-pivot Avanzini-Barraco è rimasto in secondo piano, ci ha pensato la coppia formata da Niccolai e Cavallaro a portare la quantità, e in parte anche la qualità, nella manovra dello Sporting. Gabriele, che qualche volta soffre in difesa perché non tiene gli esterni veloci in uno contro uno, in attacco sta giocando una stagione con poche forzature e con percentuali eccellenti. Quando, come ieri, Angelucci lo lascia sul campo 26 minuti e non di più, la qualità non cala, e l'aggiunta di 6 recuperi completa il quadro. Per Cavallaro la valutazione è diversa: ha avuto fasi della partita in cui è riemersa la testardaggine, la tendenza a dimenticarsi dell'esistenza del passaggio. È cresciuto con il passare dei minuti e ha aggiustato la media di tiro da tre. Per migliorare anche da due, e non fare da tappo alla fluidità del gioco, deve ridurre le forzature. Se i compagni sono in forma, sarà più facile anche per lui selezionare le scelte e continuare l'inserimento in un sistema.

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