Attenzione
Borgo nelle sabbie mobili E la coda della classifica si fa ogni turno più vicina
Luca Signorini
◗
Il centrocampista del Borgo Stella in azione al Benedetti 2 MINUTI DI LETTURA
BORGO A BUGGIANO. Arenati nelle sabbie mobili. Tra la resurrezione per una nuova vita (e per la luce) e il crollo sotto la soglia minima (in termini di punti) di sopravvivenza. Senza che agenti esterni (vedi squadre avversarie capaci di far male o arbitri in giornata no) influenzino l'esistenza. Ma, e questo è il cruccio, tutto da soli. Il Borgo non riesce a sfondare il muro della Sambonifacese e al Benedetti, in una domenica soleggiata ma umidiccia, finisce 0-0. Non un punto preso, ma due punti persi. Questa è la convinzione diffusa (nell'entourage azzurro e tra gli osservatori neutrali). «I veneti si sono chiusi dietro, la loro difesa era molto bassa - dice Francesco Stella - c'erano pochi spazi e non siamo riusciti a sbloccarla. Serviva forse una giocata individuale che non è arrivata». «Per tutto il secondo tempo eravamo nella loro metà campo - gli fa eco Claudio Santini - sono rimasti a protezione della porta cercando di sfruttare le ripartenze. Dispiace per non essere riusciti a segnare, lo meritavamo». Matteo Grandi, giovane portiere, si scaldava le mani battendo i guanti: dalle sue parti pochi i palloni arrivati. Nessun pericolo, nessuna minaccia. In compenso là davanti gli uomini di Gianluca Colonnello hanno cercato di dannarsi l'anima: Grassi (su di lui un probabile rigore non concesso nel primo tempo) e Santini i più attivi, Paganelli un po' troppo macchinoso. Anche Maretti, suo un fendente a inizio ripresa, in cerca di gloria. E pure Castaldo, difensore napoletano, con una testata, si è visto strozzare l'urlo del gol in gola. Ma, anche questa volta, non è andata bene. Lì sotto porta, con davanti i difensori avversari, a tu per tu con il portiere, è mancata la zampata vincente, il tocco di qualità, il movimento illuminante. «Dobbiamo certamente migliorare in determinazione e concretezza - riprende Santini - arriviamo vicino all'area e poi concludiamo male. Il punto oggi (ieri, ndr) non ci rende particolarmente contenti, la vittoria avrebbe dato morale. Ora vediamo domenica, di nuovo in casa: dobbiamo fare risultato». Che poi il mister, tradendo in parte le sue convinzioni, ne ha provate diverse alla caccia dei tre punti: dal 4-4-2 classico al 4-3-2-1 con Santini e Grassi dietro l'unica punta Paganelli, poi Maretti una volta esterno destro l'altra centrale di centrocampo. Ma non è servito. Lo scacchiere cambia ma non il risultato. Sono le pedine che devono essere lucidate. E in fretta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
