La manifestazione
Lesterno sinistro del Ponte, a segno domenica, si è appena laureato in Scienze Motorie
Scaffai realizza un gol da 110 e lode
Niccolò D'Innocenti
◗
Roberto Scaffai (Ponte Buggianese) 2 MINUTI DI LETTURA
PONTE. Di solito quando si pensa alla cultura di un calciatore, la prima immagine che ci viene in mente è quella di Totti (tanto per fare un esempio) che inciampa sul più facile dei congiuntivi o che inventa coniugazioni sconosciute alla grammatica italiana. Per fortuna a questa "regola", rispondono alcune eccezioni. Anche nel nostro calcio valdinievolino c'è chi è riuscito a far coincidere carriera scolastica e sport. Un esempio che calza a pennello è quello di Roberto Scaffai, giocatore in forza al Ponte Buggianese, e probabilmente uno dei migliori esterni sinistri della nostra zona, che, non ancora ventiduenne, si è appena laureato in Scienze Motorie all'università di Firenze con un brillantissimo 110 e lode. Domenica ha siglato la rete (la sua terza in campionato che fa di lui il capocannoniere della squadra, non male per essere un terzino) che aveva sbloccato il risultato nel derby contro il Montecatini, che poi ha pareggiato grazie al solito bomber Pisani. «È stato il mio primo gol in un derby - spiega il neodottore - peccato però che non sia bastato a regalarci i tre punti, in questo momento della stagione sarebbero stati fondamentali. Far collimare al meglio lo studio con gli allenamenti non è stato sempre facile, ho dovuto fare delle scelte che mi hanno allontanato da categorie più importanti. Scelte comunque che rifarei, visto che in pochi anni sono riuscito a ritornare in un campionato importante come quello di Promozione». Roberto, infatti, ha esordito giovanissimo (appena sedici anni) con la maglia della Larcianese in Eccellenza, facendo un salto importante dagli Allievi provinciali. «Non mi sarei mai aspettato di giocare quel campionato da titolare. Se penso poi che la prima amichevole l'ho giocata con la Pistoiese ancora nei professionisti, mi sembra incredibile. Devo ringraziare il mister Claudio Ranieri per avermi portato a Larciano e aver creduto in me. Dopo il secondo anno, ho deciso di andare in Seconda categoria a Pistoia per poter frequentare i corsi all'università, cosa che sarebbe stata impossibile rimanendo a Larciano per via degli allenamenti pomeridiani, dove ho vinto due campionati consegutivi. Da lì è cominciata l'avventura col Ponte». Roberto è un esempio positivo di comportamento in campo, visto che, in sei anni di categoria, non è mai stato espulso una volta. Sicuramente se ci fossero più giocatori come lui, il pianeta calcio avrebbe un'immagine migliore.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
