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«Il ciclismo pistoiese? Merita un bel nove nonostante la crisi»

Stefano Fiori
Il presidente provinciale della Federciclismo Luciano Talini
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Il presidente provinciale della Federciclismo Luciano Talini

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 PONTE. Luciano Talini, personaggio di rilievo del panorama ciclistico regionale residente a Ponte Buggianese, è saldamente al timone del comitato pistoiese della Fci ormai da 12 anni. Con Talini, che il prossimo 23 novembre riceverà a Lamporecchio la Stella d'Argento al merito sportivo da parte del Coni è perciò doveroso parlare di bilanci e di futuro, anche nella stimolante prospettiva dei mondiali di ciclismo da organizzare in Toscana, previsti per l'autunno del 2013.  Che voto darebbe a se stesso e al comitato Fci pistoiese?  «Non voglio sembrare presuntuoso, ma credo che meriteremmo un bel nove. Abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità, sempre con il massimo impegno e in tutta onestà».  Quali sono gli aspetti positivi e le criticità che avete riscontrato?  «È positivo avere avuto un numero di società e di atleti sempre in crescita, fatta eccezione per la categoria degli Juniores anche se risultiamo comunque tra i primi in Toscana. Negative sono invece state le insofferenze e le incomprensioni registrate tra alcuni componenti del comitato provinciale, che hanno poi portato ad alcune defezioni».  I mondiali del 2013 incombono, con quali problematiche e prospettive?  «La prima problematica sono i soldi da trovare, tuttavia credo che l'organizzazione non sia in pericolo. La realizzazione di molte infrastrutture resterà utopistica, poiché il mondiale si dovrà allestire con 10 milioni di euro invece che con i 180 milioni di cui si era parlato l'anno scorso, con esagerato ottimismo».  Ci sono voci incotrollate e mugugni circa una megastruttura sportiva polifunzionale che dovrebbe sorgere alla periferia di Pistoia: qual è la situazione reale?  «Sarebbe una cosa bellissima, ma ritengo che il progetto resterà soltanto un un sogno, a causa dei costi eccessivi e delle enormi difficoltà organizzative».  Nonostante la crisi il ciclismo pistoiese continua a raccogliere grandi soddisfazioni, da primo della classe riconosciuto, vedasi la classifica annuale del Sole 24 Ore, con i vari Edoardo Sali, Niccolò Pacinotti e con l'ormai adottata Rossella Ratto. Quindi le società e i tecnici pistoiesi proseguono il loro benemerito lavoro...  «È il giusto premio per la tanta passione e la grande volontà dimostrata dai nostri, veramente ottimi, dirigenti e tecnici».  Lei si ricandiderà alle elezioni ciclistiche del 2012?  «Al 90% direi di no, anche se mi piacerebbe rimanere in carica fino ai mondiali del 2013, in programma proprio qui in Toscana. Diciamo che tutto potrà dipendere dal gradimento dimostrato dalle società circa il mio operato».  Cosa serve al ciclismo per potersi rilanciare?  «Certo, non le novità esageratamente sbandierate e proposte di recente dalla Federciclismo nazionale. Servirebbe piuttosto che gli enti pubblici garantissero maggiore sicurezza sulle strade e degli opportuni spazi per gli allenamenti, che sono sicuramente la fase più critica per i praticanti del ciclismo agonistico e che di recente ha visto coinvolti in un brutto incidente i giovani del Team Valdinievole. Ma per ottenere qualcosa di concreto la Federciclismo dovrebbe godere di maggior peso politico e di una maggiore attenzione da parte delle istituzioni, al contrario della situazione attuale».  Se avesse la bacchetta magica, quale problema toglierebbe immediatamente al ciclismo?  «La disonestà, in tutti i sensi. Chi bara ad ogni livello - e non mi riferisco soltanto al doping, che comunque resta la priorità assoluta - andrebbe radiato subito dopo la seconda infrazione».

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di Redazione web