Proteste
«Arbitro ti sbagli, non è rigore»
Niccolò D'Innocenti
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Alessandro Chiarelli (Vaianese) Bel gesto del capitano della Vaianese Chiarelli
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VAIANO. Non capita tutti i giorni di vedere un attaccante che si rifiuti di calciare un rigore, a maggior ragione mentre la propria squadra sta perdendo. È capitato domenica scorsa negli ultimi minuti di un'accesissima Vaianese-Larcianese quando, sul risultato di 3-1 per la formazione ospite, capitan Alessandro Chiarelli ha contestato la decisione del direttore di gara Borriello, che aveva fischiato un calcio di rigore per la Vaianese, convincendolo a tornare sulla propria decisione e meritandosi gli applausi di compagni, avversari e tifosi. «È stata una decisione istintiva - spiega l'attaccante 41enne, giocatore della nazionale di beach soccer ed ex bomber del Borgo nella stagione della vittoria della Coppa Toscana di Prima categoria, oltre che di mezza Toscana, dalla serie D alla Promozione - Ero a pochi metri dall'azione e ho visto tutto: non c'è stato nessun contatto o scorrettezza che potesse meritare il calcio dal dischetto. Visto che in campo chiedo rispetto, sono il primo a portarlo verso gli avversari. Purtroppo la partita era già stata condizionata da una direzione di gara che aveva surriscaldato gli animi e ho preferito fare questo gesto anche per riportare la tranquillità, sia in campo che fuori. Di solito non parlo mai dell'arbitraggio, ma quello di domenica ha avuto del clamoroso: oltre alle tre espulsioni dei nostri giocatori, a fine partita l'arbitro ha ritenuto necessario chiamare i carabinieri, senza alcun motivo apparente, mettendo anche in cattiva luce la nostra società». Il bellissimo gesto di Chiarelli si è meritato i complimenti dell'altro capitano di giornata, Nicola Pinto. «È stato un grande, non ho mai visto da quando gioco una simile correttezza. Anche se la partita era quasi finita ed erano sotto anche di tre giocatori, nel calcio non si può mai dire. È stato uno dei pochi giocatori della sua squadra a non perdere la testa e a mantenere il sangue freddo. In campo, sono andato subito a ringraziarlo, perché, purtroppo, queste cose sono molto rare. Sinceramente non so se io, al suo posto, avrei fatto lo stesso».
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