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Ciclismo. Il dirigente: «Giovanni con noi ha imparato tutto, aveva voglia di misurarsi altrove».

Scinto, arrivederci a Visconti

Stefano Fiori

Il ds saluta il pupillo: «Ha scelto la Spagna, gli auguro buona fortuna»

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 LAMPORECCHIO. Divorzio annunciato tra Giovanni Visconti e Luca Scinto: dopo nove anni di proficua collaborazione con molte vittorie importanti e pochi dissapori questa coppia vincente del ciclismo italiano prenderà strade diverse. Martedì Visconti ha firmato il contratto con il team spagnolo di categoria ProTour della Movistar.  Per molti l'attuale separazione invece di un addio definitivo potrebbe essere soltanto un arrivederci a tra un paio d'anni, quando cioè terminerà il contratto che il "Marine" di San Baronto ha stipulato con gli spagnoli.  Luca Scinto, lo storico diesse che ha cresciuto come un fratello minore Visconti dal 2003 in poi, commenta con la sua usuale verve il trasferimento del suo pupillo al team spagnolo diretto da Unzue. «Giovanni ha fatto la sua scelta e io gli posso augurare soltanto buona fortuna, non senza ricordare con affetto quei bellissimi anni che abbiamo trascorso insieme, riuscendo a regalare ai nostri sponsor soddisfazioni memorabili».  Ma il "Pitone" di Santonuovo è anche arrabbiato dopo avere letto alcuni commenti che hanno accompagnato l'addio di Visconti alla Farnese Vini-Neri Sottoli. «Qualcuno ha scritto che Giovanni è passato all'università del ciclismo, facendoci passare per una società ciclistica di serie B. Allora voglio precisare che Visconti i suoi studi universitari nel ciclismo li ha fatti con noi, che lo abbiamo seguito da quando era dilettante e lo abbiamo poi accompagnato fino al professionismo. Giovanni è cresciuto ed è maturato con noi e ci ha lasciato per provare a misurarsi nelle gare più importanti del calendario mondiale».  Una precisazione doverosa per una squadra come la Farnese Vini-Neri Sottoli che appare in prima fila nel 2011. «Finora abbiamo totalizzato 17 vittorie, 10 con il baby Andrea Guardini, un velocista di soli 21 anni che tutto il mondo ci invidia, 3 con Visconti, 3 con un Oscar Gatto finalmente tornato ai livelli che gli competono e 1 con il combattivo Rabottini. In definitiva abbiamo raccolto molto di più rispetto a tante squadre di categoria ProTour che hanno fatto flop sia al Giro d'Italia che al Tour de France, dimostrando che gli attuali criteri dettati dall'Uci per catalogare le squadre fanno acqua da tutte le parti e che ha prevalere non sono le motivazioni tecniche, bensì solamente l'aspetto economico».  Ma il tecnico del team caro a patron Giuliano Baronti, amministratore dell'industria alimentare Neri Sottoli, non ama piangersi troppo addosso e guarda con ottimismo al futuro.  «Visconti resta un nostro atleta fino al prossimo 31 dicembre e quindi mi attendo da lui altre vittorie significative. Guardini sta crescendo e l'ho inviato al Giro del Portogallo, dove sta facendosi onore, per collaudarsi al meglio su percorsi impegnativi in vista di una possibile convocazione al mondiale di Copenaghen. Su Gatto puntiamo molto, poiché è un ragazzo che sembra avere finalmente trovato la sua giusta dimensione. Oscar possiede doti tecniche importanti e credo che possa puntare a traguardi assai ambiziosi già da quest'anno».  

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