La manifestazione
Ulivieri scommette sui giovani
David Meccoli
◗
Renzo Ulivieri in una foto darchivio insieme al tecnico spagnolo Rafael Benitez Talk show al Gambrinus: «Il Barcellona fa scuola»
2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Calcio e sport giovanile nel terzo incontro organizzato al Gambrinus nell'ambito delle finali del Campionato Primavera, di cui la città è stata la sede organizzativa. Dopo Sacchi e Antognoni, domenica a salire sul palco sono stati il presidente dell'Assoallenatori Renzo Ulivieri, il procuratore Moreno Roggi e il presidente del Varese (squadra finalista del torneo) Antonio Rosati. Ulivieri, nell'introdurre l'incontro, ha fatto riferimento alla "cantera" del Barcellona, squadra che «ha battezzato un nuovo progetto e un diverso modo di fare calcio: segnali importanti verso la volontà di percorrere strade nuove». Moreno Roggi è invece sceso nello specifico e ha indicato chiaramente tre nomi di ragazzi emersi nel corso del torneo che potrebbero sfondare: Sabelli della Roma, Carraro e Iemmello della Fiorentina. «Ma in Primavera - ha detto il procuratore - è più semplice giocare: tutti ti coccolano, mentre appena entri in prima squadra ti devi confrontare con gente che lotta per la pagnotta. Manca, tra queste due realtà, un campionato intermedio, in cui il giovane giochi progressivamente accanto al titolare della prima squadra che per esempio rientra da un infortunio o è fuori forma». Inevitabilmente la discussione si è allargata a un tema già affrontato negli scorsi giorni: il rischio di trasformare i ragazzi in baby campioni da sfruttare e spremere. «I giovani sono spesso considerati nient'altro che galline dalle uova d'oro - aveva detto l'ad della Fiorentina, Sandro Mencucci - e non vengono fatti giocare per divertimento, ma solo per farli diventare campioncini. Noi cerchiamo di tenere alla larga dai campi di allenamento i procuratori, ma è sempre più facile trovare un dodicenne che abbia il supporto di un professionista». Chiamato in causa, Roggi ha risposto che «non si può andare a proporre una procura a ragazzi di 18 anni, in quanto a quell'età sono già passati in 8 prima di te. Dovrebbe essere invece la Federcalcio a mettere dei limiti e a darci il via libera quando si pensa che il giovane abbia l'età e la testa sufficientemente sviluppati per prendere certe decisioni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
