Trasporti
Due "tituli" in bacheca
Coppa Italia e promozione: l'orgoglio di Andrea Niccolai
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MONTECATINI. Tutti i "tituli". Il tormentone targato Mourinho è uno slogan che calza a pennello per chiudere con uno slogan la stagione dello Sporting Club 1949. Coppa Italia e promozione in B Dilettanti, cinque sconfitte in trentacinque partite giocate, da settembre a giugno, sono un percorso straordinario, che incornicia con i risultati una stagione praticamente perfetta. Andrea Niccolai, poche ore dopo il trionfo, mentre tira il fiato dopo molti mesi di fatica, ci riflette e aggiunge: «Metterei un altro titolo nella lista, quello di serie C. Nel senso che la prima grande vittoria è aver iscritto la squadra al campionato e aver dato a Montecatini una nuova società di pallacanestro, coinvolgendo con il passare dei mesi le tante persone che ora fanno festa». Rispetto alle avversarie più agguerrite vi ha distinto la continuità. Non avete conosciuto crisi, perdendo cinque partite lontane tra loro, e mai al Palaterme. «Abbiamo fatto un lavoro fantastico, sicuramente con molta più intensità di quella che di solito richiederebbe una categoria come la C Dilettanti. Abbiamo cominciato con la programmazione sul mercato e siamo andati avanti con l'attenzione ai particolari. Oltre al talento, potevamo contare sulla grande competenza dello staff tecnico e sull'applicazione dei giocatori. Grandi meriti vanno ad Angelucci e ai suoi assistenti Iacopini e Polidori: la pressione non è stata poca, hanno lavorato benissimo». La scommessa era fare un mix con qualche giocatore esperto, un fuoriclasse come Bonora e un gruppo di ragazzi da far crescere. Le prestazioni da protagonista di Tommei, ma anche i progressi di Giarelli e la solidità acquisita da Strozzalupi, solo per citare i più giovani, sono il segno che questo esperimento è riuscito. «Il nostro è un progetto che vuole durare nel tempo e che guarda alla futuribilità dei giocatori. Con il passare dei mesi abbiamo avuto continue conferme sulla qualità dei giovani, e sulla capacità di amalgamarsi con i giocatori più grandi. La verità è che questo è stato un gruppo con una chimica incredibile, in cui veterani dall'umiltà straordinaria si sono fusi con compagni dotati di un'infinita voglia di migliorare». Tornando alla gara decisiva, citiamo due giocatori. Bonora ha concluso nel segno della continuità, con una prestazione monumentale. Galiazzo, assillato dai problemi fisici, si era affacciato alla finale sull'orlo di una crisi di nervi. Dopo i segnali di garauno, mercoledì è esploso, diventando il protagonista che avevate cercato sul mercato. «Davide è un campione, c'è poco altro da dire. Vederlo in campo è stato uno spettacolo, ha giocato tutto l'anno come se invece che in serie C fosse alle finali dell'Eurolega. Galiazzo lo avevamo preso per azzerare qualsiasi rischio, anche in caso di infortuni: alla fine il destino ha voluto che Gabriele si facesse male negli ultimi minuti dell'ultimo allenamento, e Andrea ha dimostrato la sua forza di carattere tirando fuori quella prestazione. Ci tengo a sottolineare che, anche nei momenti difficili, tutti noi, compagni, dirigenti e allenatori, lo abbiamo sostenuto e stimolato, perché sapevamo quello che valeva». Tra pochi mesi vi aspetta la B Dilettanti. È un'altra grande sfida e un campionato molto impegnativo, da tutti i punti di vista. Lo affronterete costruendo sulle basi di questa formazione? «Il nucleo rimarrà questo, non c'è dubbio, ma sappiamo che sarà un'annata difficile, e che con la riforma dei campionati anche solo mantenere la categoria sarà un obiettivo ambizioso e tutt'altro che agevole. Vedremo che squadre ci saranno e proveremo ad accettare questa sfida». L.M.
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