Il Tirreno

Montecatini

Sporting-Meridien, garauno alle 19

Raffaello De Maio

Angelucci: «Ci sentiamo in forma». Baldini: «Siamo sereni»

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 MONTECATINI. Dopo giorni di incertezza, è ufficiale: garauno della finale playoff tra Sporting Club 1949 e Meridien si giocherà domani alle 19, con un'ora di ritardo rispetto al solito. A consigliare lo spostamento è la manifestazione di karate in programma al Palaterme. Vista la capienza dell'impianto non ci saranno problemi legati alla disponibilità dei biglietti, ma resta l'alternativa della diretta web sul sito www.pallacanestromonsummano.it. Alla vigilia del match abbiamo intervistato i due coach che si contenderanno la promozione in B dilettanti.  MONSUMMANO. Marco Baldini, come si presenta la Meridien a queste finali playoff?  «Siamo pronti, i ragazzi sono carichi. Abbiamo lavorato bene fin qui, ci meritiamo di giocare questa finale, anche se sappiamo che Montecatini è una squadra fortissima, che ha lavorato per tutto l'anno per lo stesso obiettivo, e che parte favorita».  Per la Pallacanestro Monsummano queste finali sono un evento storico: in quale clima si è allenata la squadra in questa settimana?  «C'è stata molta tranquillità e la squadra è molto concentrata. Ci siamo goduti il successo in semifinale nei tre giorni di riposo, poi abbiamo azzerato tutto e siamo ripartiti verso questa nuova avventura. L'ambiente è sereno, consapevole che queste finali sono il giusto premio di un'annata straordinaria. Giocheremo senza alcuna pressione».  Quale sarà l'aspetto tattico più importante della serie?  «Partendo dal presupposto che dovremo difendere bene, contro una squadra come Montecatini non può bastare. Dovremo quindi anche attaccare con lucidità, crearsi buoni tiri e alzare le nostre media punti. Se le partite si giocheranno sui 70 punti avremo qualche possibilità. Inoltre dovremo aggredire subito la partita, dimostrare che siamo pronti ad affrontare le finali soprattutto mentalmente».  C'è un giocatore che toglieresti alla squadra rossoblù?  «Sicuramente il pluridecorato Davide Bonora. Ha in mano la squadra, sa quando attaccare e quando gestire, è il faro di tutto l'attacco di Montecatini. Un giocatore esperto, navigato, che in partite come queste può fare certamente la differenza. Dovremo essere bravi e lucidi su di lui».  Quando sei subentrato a Mencarelli, hai sempre detto che entrare nelle squadre non è mai facile. Ti saresti aspettato di arrivare in finale?  «Quando ci siamo incontrati la prima volta con la dirigenza, ho carpito una certa fiducia nella squadra che era stata costruita. Il rendimento non era pari alle attese, abbiamo iniziato a fare un percorso che aiutasse i ragazzi ad avere maggiore stima e fiducia in sé stessi. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Io ho solo cercato di far rendere la squadra al meglio secondo le proprie capacità».  Nella tua carriera hai giocato tante finali playoff: c'è un segreto particolare nel preparare e nell'affrontare questo tipo di partite?  «È vero, ho giocato tante finali, ma il passato non conta, anche perché nessuna finale è uguale alla precedente. Ho sempre cercato di non caricare troppo i ragazzi di responsabilità, anche perché i giocatori conoscono da soli il valore di queste partite. Lavori tutto l'anno per arrivare nella migliore posizione possibile, e ora che sei in ballo provi a giocare le tue carte. Inoltre, le finali sono sempre partite a sé stanti, che sfuggono a tutte le regole e che a volte vengono decise da episodi. E dove spesso non vince sempre il più forte».

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