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MONTECATINI. Massimo Angelucci, è difficile presentare questa finale partendo ...
Lorenzo Mei
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Coach Massimo Angelucci 2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Massimo Angelucci, è difficile presentare questa finale partendo dai turni precedenti, perché la Meridien è un'avversaria molto diversa da Foligno e Pontedera. «È vero: Foligno era una formazione di talento, ma non era abbastanza squadra, mentre la Juve era un bel gruppo che metteva in campo atleticità e dinamismo. Monsummano ha giocatori esperti, ottime capacità individuali, ed è una formazione compatta. Ci saranno problematiche nuove, che proveremo ad affrontare al meglio». Parliamo di possibili chiavi. Per voi in attacco saranno decisivi il ritmo alto e i palloni sotto canestro? «È il nostro modo di giocare: far correre la palla e coinvolgere i pivot. La Meridien invece controlla il gioco e predilige velocità molto basse. Uno dei temi della gara sarà capire chi riesce a imporre il proprio ritmo». In difesa, detto della pericolosità di Biagioni, potreste avere problemi a marcare lunghi precisi da fuori? «Le caratteristiche di Ambrosino, e in parte di Bernardelli, sono quelle, è chiaro che i nostri avversari vorranno sfruttarle portando fuori i lunghi. Noi vogliamo creare problemi tenendoli sotto canestro nella loro metà campo». In che condizioni arrivate a questo appuntamento? «Soddisfacenti, vista la data sul calendario. È una finale, veniamo da playoff che ci sono costati energie, e quindi non possiamo avere una straordinaria brillantezza, ma direi che siamo in buona forma per giocare una finale». A parte i protagonisti attesi, è possibile che il confronto sia deciso da outsider? Ti aspetti segnali da Galiazzo? «In competizioni come questa chiunque si accende può fare la differenza, quindi è difficile fare previsioni. Galiazzo ha avuto un percorso travagliatissimo: ha cominciato con la frattura al naso, poi ha avuto la tendinite, infine a Pontedera stava giocando bene e si è fatto male alla testa. Speriamo che in questa finale non gliene capitino altre e che possa esprimere il suo potenziale, quello di un giocatore pericoloso da fuori e in penetrazione». Delle cinque sconfitte, due sono arrivate in derby, a Monsummano e Pistoia. È un caso o c'è una difficoltà a gestire certe gare? «Non credo che esista un problema simile, perché a livello di tensione la sfida con Pontedera è stata più di un derby, e alla fine il turno l'abbiamo passato noi. Poi dentro lo spogliatoio non sentiamo una rivalità con la Meridien legata alla vicinanza delle due città, e invece la rispettiamo per il suo valore». È vero che sarete voi ad avere tutto da perdere? «Quando si assegna una promozione, tutti hanno da perdere. Monsummano ha fatto la squadra per vincere, e a settembre molti la davano favorita. D'altra parte con molta coerenza non si è mai nascosta».
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