La manifestazione
Sporting, quanta fatica
Lorenzo Mei
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Un canestro di Barraco e la gioia irrefrenabile di Cei al termine di garatre con la Zetagas Pontedera Contro Pontedera i rossoblù hanno speso molte energie
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MONTECATINI. Per andare in finale contro la Meridien lo Sporting ha dovuto usare anche l'ultima stilla di energia. Non solo sul piano fisico, provato da tre partite dure e senza pause, ma anche su quello mentale, perché quella che poteva essere una normalissima serie di semifinale si è trasformata in una battaglia dai toni e dai risvolti a tratti assurdi. Solo per restare sul piano sportivo, sulla schiena dei rossoblù, già gravata di una garadue persa per un errore arbitrale, è finito il break d'apertura di garatre: uno 0-8 che avrebbe potuto gettare Bonora e compagni nel panico per una stagione dominata insieme al Costone Siena e che poteva chiudersi miseramente. Dal punto di vista ambientale, il colpo d'occhio era surreale, con uno schieramento di forza pubblica degno di una partita di calcio tra acerrime rivali: undici mezzi tra auto, furgoni e camionette di polizia e carabinieri, almeno una trentina di agenti alcuni dei quali in tenuta anti-sommossa, e tutto ciò nella totale assenza di tifosi ospiti. I bravi poliziotti presenti presidiavano, con questo dispiegamento di forze, un Palaterme di soli montecatinesi e praticamente senza gli ultras, che evidentemente risiedono in gran parte nei comuni limitrofi. Naturalmente è andato tutto bene, e solo le esagerazioni della scorsa settimana potevano far credere il contrario. In campo si è vista l'ennesima lotta infinita, punteggiata dall'incredibile serie di break: 0-8, 15-0, 0-14, 13-0, 0-9. Insomma, quando una squadra segnava, l'altra gentilmente stava a guardare. Il protagonista della serata, e della serie, è stato Niccolai, proprio quello per cui addirittura si parla di rischio Daspo per un gesto sicuramente poco sportivo ma ingigantito da fantasiose ricostruzioni. Gabriele è un giocatore emotivo, si poteva temere un eccesso di tensione, invece il capitano ha sfoderato una delle migliori prestazioni della stagione, vanificando qualsiasi tentativo del bravo coach Barsotti di mettergli la museruola. In garatre la Zetagas ha dovuto fare i conti anche con un arbitraggio che nei primi 20 minuti ha adottato un metro fiscale, pagando con i molti falli commessi. L'altro nome che spicca è quello di Saverio Cei, che si è liberato del "complesso del Palaterme" ed è riuscito a sfruttare il proprio carattere per una partita di grande sostanza e qualità. I problemi non sono mancati, a cominciare dalla penuria di palloni utili recapitati a Tessitori e Barraco, che hanno tirato in tutto 10 volte con 6 rimbalzi in attacco. Merito della difesa ospite, spesso schierata zona, ma in questo nelle tre partite c'è stata una regressione. Resta da dire dell'imbarazzante rendimento di Galiazzo, che se a Pontedera aveva la scusante della botta al collo, stavolta è stato disastroso, costringendo Angelucci a richiamarlo in panchina per disperazione. Il giocatore, la cui qualità non discute, non è riuscito a calarsi nel ruolo di comprimario, e con il passare delle giornate si è involuto in una crisi profonda. Sarà possibile recuperarlo per la finale? In casa rossoblù ci sperano, ma non si può escludere la restituzione di responsabilità a Strozzalupi. Monsummano è un avversario diverso rispetto alla Zetagas, più forte sul piano tecnico e in un ottimo momento di forma, come dimostrano il 2-0 ad Altopascio e il rientro di Biagioni. È possibile che la pressione difensiva non sia quella della Juve, e che quindi si possa assistere a due (o tre) partite di pallacanestro, ma il livello di difficoltà resta altissimo e per centrare l'obiettivo finale servirà uno Sporting al meglio delle proprie possibilità. Si comincia domenica, al Palaterme.
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