Il dolore
«È la vittoria del gruppo»
Federico Guidi
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Bonora finalizza unazione dattacco e (a fianco) la festa dei giocatori rossoblù insieme ai tifosi a fine gara Coach Angelucci: «Adesso serve l'ultimo sforzo»
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MONTECATINI. «Abbiamo vinto la gara che contava di più, noi avevamo tutto da perdere ma eravamo certi che avremmo fatto la nostra parte». A fine gara coach Angelucci è stravolto ma anche soddisfatto per il meritato successo ottenuto dallo Sporting contro la Zetagas Pontedera. Le polemiche della scorsa settimana dopo garadue sono alle spalle, così come la paura di fallire a un passo dall'obiettivo. Adesso è il momento di rendere onore agli avversari e godersi la bella vittoria. Dopo le polemiche degli ultimi tre giorni, la tensione accumulata dopo gara due a Pontedera c'era molta attesa per la "bella". La Zetagas è venuta al Palaterme per giocarsela e lo ha fatto, alzando bandiera bianca sono nei minuti finali. «Pontedera è una squadra che non muore mai e che ha nell'aggressività la sua arma migliore - racconta coach Massimo Angelucci - questo è il loro modo di giocare e quando trovano un arbitraggio che gli permette qualcosa di più riescono a metterti in grande difficoltà». In avvio di gara Montecatini ha subìto in maniera evidente la pressione della gara ma con il passare del tempo le cose sono decisamente cambiate e il match, iniziato con un parziale di 0-8 si è concluso nel migliore dei modi. «Siamo partiti tesissimi ma la partita è sempre stata nelle nostre mani. Loro hanno avuto break importanti ma bene o male siamo sempre riusciti a contenerli. Abbiamo difeso bene e Niccolai ci ha guidato in attacco, in questa gara è stato devastante. Bonora da ultimo ha tirato fuori un paio di chicche da fuoriclasse e tanti assist, poi abbiamo avuto anche Saverio Cei in versione supereroe, anche lui ha fatto una partita eccellente incitando pubblico e compagni, ci ha letteralmente trascinato». Sicuramente uno dei punti di forza dello Sporting è stato quello di credere sempre nel traguardo e di non mostrare mai segni di cedimento. «Nel gruppo ci sono armonia e feeling, sia chi gioca trentanove minuti che chi va in campo per uno solo ha sempre il sorriso sulle labbra, tutti tirano il carretto e danno il loro contributo, questa è la nostra prima qualità». Adesso c'è da affrontare la finalissima con Monsummano, un superderby che promette spettacolo. «Siamo soddisfatti ma, certo, non appagati - conclude Angelucci - attendiamo con ansia di giocarci questa finale che è il giusto premio per il lavoro fatto durante tutta la stagione. Serve un ultimo sforzo».
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