Il Tirreno

Montecatini

Sporting Club, calma e nervi saldi

Lorenzo Mei

Con Pontedera i rossoblù si giocano la stagione

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 MONTECATINI. Da mercoledì sera lo Sporting Club vive in un'atmosfera quasi surreale. La squadra si è rimessa al lavoro per preparare garatre, ma non è semplicissimo concentrarsi e pensare solo al campo mentre all'esterno c'è una escalation di polemiche e recriminazioni per gli indegni avvenimenti del dopo partita sulle tribune, che hanno rovinato una serata già povera di spettacolo.  Sul piano sportivo pesa la consapevolezza di dover giocare una gara originata da un gigantesco errore arbitrale e da un canestro inesistente. Di questo - è superfluo perfino dirlo - la Zetagas non ha minimamente colpa, poco prima si era vista fischiare un assurdo quarto fallo ad Angiolini e un discutibile tecnico a Barsotti, ma l'abbaglio conclusivo è lampante.  A questo punto la formazione di Angelucci deve riparare il danno, che in parte si è causata mettendosi nelle condizioni di arrivare al finale con un solo punto di vantaggio e restando alla mercé di qualsiasi incapace con il fischietto in bocca. Quando si sbaglia 12 volte su 23 dalla lunetta, non si riesce a organizzare un'azione degna di questo nome dopo i primi 10 minuti e si continua a tirare con percentuali irrisorie, basta un episodio come se ne vedono purtroppo tanti nella pallacanestro per metterti nei guai.  La difesa aggressiva e il fattore campo sfavorevole non sono sufficienti per giustificare le due prestazioni offensive contro Pontedera, che ovviamente resta un'avversaria tosta, ben allenata e brava a non calare mai d'intensità. Da parte rossoblù servono correttivi se non si vuole rischiare un'intera stagione nei prossimi 40 minuti. Gabriele Niccolai avrà anche avuto percentuali deficitarie, ma è stato l'unico, insieme a un paio di fiammate di Tessitori, a mantenere a galla la sua squadra. Senza di loro lo Sporting avrebbe alzato bandiera bianca con una decina di minuti di anticipo, perché nessun altro sembrava in grado di mettere in difficoltà la difesa avversaria. In qualche modo, giocando di squadra, vanno recuperati i contributi di Tommei, Barraco, Strozzalupi e Giarelli, e la speranza prima o poi di è vedere un Galiazzo senza problemi fisici capace di incidere. Discorso a parte lo merita Bonora, che a Pontedera ha sofferto la pressione di Bongi e Rossi, e che evidentemente era in una serata tutt'altro che brillante. Il gioco dei rossoblù nasce dalle sue mani, Davide ha steccato poche volte in tutta la stagione (anche se spesso gli abbiamo chiesto più iniziativa) e la sua regia è il primo ingrediente necessario per andare in finale.

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