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L’OPINIONE

Arbitri incapaci di gestire i momenti caldi della partita

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 Quella di Pontedera è stata una serata da dimenticare.  In campo, dove lo Sporting si è fatto trascinare in una gara horror dalla difesa dei padroni di casa e dove le squadre nel dopo partita hanno offerto uno spettacolo indecoroso fatto di insulti e mani addosso, ma anche sulle tribune, dove c'era qualcuno che non ne vuol sapere di leggersi sul vocabolario la parola sport.  I tafferugli e le due ragazze pisane contuse potrebbero portare a conseguenze (anche penali), e la speranza è che chi usa la violenza sparisca presto dai palasport.  Alla lista di nefandezze, ovviamente, va aggiunta una semifinale playoff decisa da un canestro inesistente, ma convalidato dagli arbitri.  Le immagini di Tvl lo hanno confermato a bordo parquet: nessuna interferenza sul tiro di Bongi, che però ha lasciato lì Tommei e si è avviato verso il canestro in modo sorprendente.  Che un incontro così cruciale possa decidersi per un fischio del genere la dice lunga sull'incapacità degli arbitri, che si erano già messi in evidenza con il quarto fallo di Angiolini, di gestire i momenti caldi.  Lo Sporting, per proprio merito, quest'anno non ha dovuto giocare molti finali punto a punto.  E infatti mercoledì sera non si è trovato a suo agio: detto della pessima difesa sulla penetrazione di Bongi (sul più 1 a 9 secondi dalla fine), anche l'ultimo tiro di Niccolai è stato poco più di una preghiera.  Bonora, mai così appannato, gli ha dato la palla da fermo, senza tentare una mezza penetrazione e muovere la difesa per sperare in un fallo.  Nelle ultime due partite con la Zetagas lo Sporting ha offerto prestazioni offensive imbarazzanti, in gran parte per la pressione avversaria.  In garauno (40% da 2 e 20% da 3) ha tamponato con rimbalzi e difesa, mercoledì (43% da 2 e 17% da 3) ha ceduto sotto i tabelloni (28-36) mostrando amnesie nella propria metà campo.  Se vuole la B dilettanti, o intanto la finale, la formazione di Angelucci deve mostrare qualcosa di meglio.  Una doccia fredda, e magari un'assidua presenza a "Time out", il festival della cultura sportiva, in programma a breve a Montecatini.  Ecco cosa si può consigliare a chi, tra i giocatori e nello staff rossoblù, ha perso la testa dopo la sirena.  Invito anche per chi, nella dirigenza Zetagas, ha provocato dopo una vittoria a dir poco rocambolesca.  Quella del PalaZoli non era l'ultima partita della stagione e ora ritrovarsi a sperare che gli arbitri non abbiano visto certi comportamenti, e quindi non arrivino squalifiche, non è il massimo della vita.

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