La manifestazione
Serebryakov, è nata un'altra stella
Stefano Fiori
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Alexander Serebryakov sul terzo gradino del podio al Gran premio Città di Monsummano Due successi in pochi giorni per il moscovita (da poco padre) del Gruppo Lupi
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CHIESINA. Momento trionfale per Serebryakov che domenica scorsa ha dominato allo sprint il 49º Gp Sportivi Poggio alla Cavalla, bissando il successo ottenuto pochi giorni prima a Ponte alla Chiassa. Due trionfi dedicati ai suoi due gemellini nati in Russia i primi di aprile dalla moglie Yelena. Come tanti giovani ciclisti di varie nazionalità anche il 24enne russo Alexander Serebryakov è giunto in Toscana con il sogno di riuscire, un giorno, a conquistare l'agognato "visto" per il passaggio al professionismo. Da quattro anni il biondo atleta moscovita gareggia per il Gruppo Lupi e nella famiglia Tamberi ha trovato un approdo sicuro dopo aver corso per alcune stagioni in squadre francesi e belghe, ottenendo una decina di successi prima di venire in Italia. «Devo molto alla famiglia Tamberi, a Stefano, Rossana e ad Andrea, ma nel cuore ho sempre Daniele, che ci ha lasciato troppo presto. Io sono stato l'ultimo atleta estero che Daniele ha convinto a venire a gareggiare in Toscana con il Gruppo Lupi e lo ricorderò sempre perché, oltre a essere un ragazzo eccezionale, era anche un tecnico molto preparato nonostante la giovane età e sapeva valutare bene gli atleti». Sentiamo come si può invece definire tecnicamente Serebryakov: «Sono un passista che si difende bene anche in volata, ma adoro il pavé e le gare franco-belghe. Il mio sogno è poter prendere il via nella Parigi-Roubaix e nel Giro delle Fiandre. Peccato che in Toscana ci siano poche corse di questo tipo e così mi sono dovuto adeguare a dei percorsi con tante salite, perdendo una dozzina di chili di peso in questi quattro anni. In volata, poi, non si arriva quasi mai e quindi non posso sfoggiare il mio sprint. Tecnicamente potrei dire di assomigliare a due professionisti emergenti come Boasson Hagen e Haussler». Il suo palmarès con il Gruppo Lupi annovera il 2º posto nella Ruota d'Oro a Terranuova Bracciolini nel 2008, la vittoria nel Giro del Pratomagno a Pian di Scò (dove abita "Coppino" Franco Chioccioli) nel 2009 e 4 prestigiose affermazioni nel 2010, il Piccolo Giro di Lombardia a Oggiono, il Gp Vivaisti a Cenaia, la Coppa Lanciotto Ballerini a Campi Bisenzio e la Coppa Comune di Castiglion Fiorentino, la città di Daniele Bennati. «Lo scorso anno - prosegue - è andata bene, ma a un certo punto avevo deciso di smettere, ero deluso e vedevo che il professionismo restava un miraggio lontano. E' stata proprio mia moglie Yelena a convincermi a continuare. Così ho ripreso e ho vinto, ma se entro il 2011 non riuscirò a diventare professionista dirò basta con la bici e cercherò di sfruttare la laurea in psicologia che ho conseguito lo scorso anno in Russia. Amo la Toscana, il suo cibo (in particolare le lasagne, la mozzarella di bufala e la pizza alle olive... il suo menu ideale assai curioso, ndr), la gente e il clima; a inizio febbraio quando sono arrivato in Toscana a Mosca c'erano 30 gradi sotto zero. Ma stare lontano da mia moglie per sei mesi l'anno è troppo difficile e perciò vorrei portarla a vivere qui in Valdinievole, dopo il conseguimento della licenza di professionista. E' questo il sogno che sto inseguendo con tenacia da anni». Alexander ha debuttato nel ciclismo a 9 anni ed è stato anche campione russo su strada. Tra i vari amici uno in particolare riesce a sostenerlo moralmente: «Con Boris Shpilevsky c'è un grande rapporto di amicizia e ci sentiamo spesso. Anche lui ha vissuto le mie stesse difficoltà e sa come rincuorarmi». Nonostante le molte critiche da parte degli addetti ai lavori, per Serebryakov il traffico sulle strade italiane non è così pericoloso per i ciclisti: «Dovreste venire a vedere cosa accade in Russia. Là ci sono pochissime strade adatte ai ciclisti e tutte con il fondo stradale in pessime condizioni. Non parliamo poi dei guidatori di autovetture e autocarri: in confronto qui è quasi un paradiso, considerando che anche il clima è migliore». Ovviamente, l'ultima considerazione di questo giovane ciclista russo sempre sorridente ed estroverso, riguarda il suo obiettivo principale per il 2011: «Darò il massimo per passare professionista, anche se sono consapevole che talora non serve vincere molte gare, ci vuole fortuna e soprattutto qualche squadra che sappia valutare in modo appropriato le tue doti e di conseguenza sia poi disposta a darti piena fiducia». E per celebrare degnamente le due vittorie Alexander è tornato in questi giorni in Russia per qualche settimana per condividere con la moglie la gioia dei due gemellini. Ma sarà un riposo attivo per lui poiché è prevista la sua partecipazione a ben nove gare.
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