Toscana
«Il mio futuro? Prima pensiamo alla promozione»
Roberto Grazzini
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BORGO. L'appuntamento fra la storia e l'Us Borgo a Buggiano 1920 è stato definitivamente fissato per domenica primo maggio. Nel giorno della festa dei lavoratori, il club azzurro si metterà l'abito delle grandi occasioni per entrare nel salotto buono del calcio nazionale. L'ultimo ostacolo, prima dell'approdo matematico in Seconda divisione, fino allo scorso anno denominata C2, è la gara del Benedetti contro la Bagnolese: alla banda Pagliuca basterà un punto per toccare il cielo con un dito. Due settimane di febbrile attesa, che la cittadina di Benito Lorenzo, ha già iniziato a vivere. Per Guido Pagliuca deve essere un'impresa mantenere il giusto equilibrio in un frangente così delicato. Ma, al momento, ci sta riuscendo benissimo. Ha già pianficato tutto. «Allenamenti fino a venerdì compreso - dice spiegando il menù della mini preparazione - con la concreta possibilità di disputare un amichevole contro la Berretti del Poggibonsi domani pomeriggio sempre al Benedetti. Nel ponte pasquale (sabato, domenica e lunedì) concederò qualche giorno di meritata vacanza ai ragazzi. Ci ritroveremo al campo martedì 26 e sarà la solita settimana di lavoro prima di una partita. Il tutto nella massima serenità possibile». La calma apparente di Pagliuca è data dal fatto che forse nemmeno lui si sta rendendo conto di quanto accadrà a breve. «Credo ribatte - che non solo io, ma nemmeno il più convinto e sfegatato dei tifosi azzurri avrebbe mai potuto lontanamente pensare all'approdo del Borgo nei professionisti. Nell'ambiente è un sogno che ha preso vita col passare delle giornate, domenica dopo domenica, una battaglia dietro l'altra. Bravo è stato il direttore sportivo Maurizo Tanfani a scegliere gli uomini giusti al posto giusto, bravi i ragazzi a recepire quello che io chiedevo loro, e altrettanto bravi i miei collaboratori e la dirigenza. Potevamo rinforzare la squadra a gennaio ma invece abbiamo preferito di continuare a puntare su questo gruppo. E i fatti ci hanno dato ragione». Dopo qualche incomprensione iniziale, adesso è scoppiato un'amore incondizionato della tifoseria verso l'ex terzino rossoblù. «Sono una persona esigente che dà tutto ma altrettanto pretende - tiene a sottolineare Pagluca - e sono il primo tifoso della squadra. Questo la gente del Borgo lo ha capito. Sentire il proprio nome scandito dalla folla è una sensazione indescrivibile». Sul suo futuro non si sbilancia. «Tutte le energie adesso devono essere preservate per l'unico grande obiettivo - chiude -. Di ciò che avverrà dopo ne parleremo con la dirigenza a tempo debito».
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