Il dolore
Nick pensa alla rivincita
Lorenzo Mei
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PILASTRI. Andrea Niccolai, team manager dello Sporting Club 1949, insieme a Davide Bonora, leader in campo della formazione rossoblù che sta guidando il campionato di C Dilettanti «Abbiamo preparato la partita al meglio: siamo pronti»
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MONTECATINI. Andrea Niccolai arriva al Palaterme trafelato, durante l'allenamento. Parla al telefono di cartelloni pubblicitari da stampare ed esporre prima di domenica, poi si avvicina alla panchina, parla con lo staff medico, infine scambia due parole con Saverio Cei, che corre attorno al campo senza allenarsi coi compagni. Sparisce per un po' sotto il tunnel che porta agli spogliatoi e alla fine sbuca, pronto per l'intervista pre-derby. Come va l'esperienza a capo d'una società nuova di zecca? «Come dico spesso, pensavo di poter dedicare più energie alla parte tecnica, di stare con la squadra, invece il 70% del tempo lo devo dedicare agli aspetti organizzativi, al marketing, alle pubbliche relazioni. È molto stimolante, ma l'adrenalina e l'atmosfera che si vive nello spogliatoio mi mancano. Del resto era un passaggio obbligato per costruire e dare basi solide a questa avventura». Il derby con Monsummano è la prima occasione di "rivincita", vista anche la rarità delle vostre sconfitte. Come lo affronterete? «Da un lato con il giusto spirito competitivo, con la voglia di rifarci e con il rispetto per un avversario che ci ha battuto. Dall'altro, con la serenità di chi sa di aver fatto bene fin qui e con la consapevolezza che gare dai significati particolari come questa fanno crescere i nostri giovani in personalità e sicurezza, che è ciò che ci importa di più». All'andata c'era la curiosità di incontrare la prima avversaria importante, in attesa di capire quale sarebbe stato il vostro ruolo. Oggi siete la squadra da battere. «Non ci sentiamo così, a dir la verità, almeno dentro di noi. Pur essendo primi, in testa abbiamo il senso di sfida che sta nell'aver costruito da zero un progetto con tanti giocatori montecatinesi, cercando di dare entusiasmo a una piazza che ha visto la pallacanestro ad altissimo livello. L'approccio rimane questo, e ci interessa più rispetto al vincere a tutti i costi». La sconfitta a Pistoia ha lasciato un po' di amarezza? «L'ha lasciata, come è giusto nello sport, fino a domenica notte. Da lunedì mattina abbiamo cominciato a pensare alle prossime due partite, che sono molto impegnative, guardando i video, preparando gli allenamenti e naturalmente portandoci dietro un pizzico di rabbia che serve per lavorare forte tutta la settimana e arrivare in campo carichi». Qual è il pregio che vi ha portato in testa alla classifica? «Se devo dirne uno, l'umiltà. Questo vale per tutti: da Bonora ai ragazzini tutti, si tuffano per recuperare un pallone. Prepariamo le partite nel massimo rispetto degli avversari, analizzando le loro caratteristiche e non sottovalutando nessuno. Questo ci porta a essere ben organizzati, preparati e determinati». Cei potrà giocare? «Non si allena ancora con gli altri, anche se sta migliorando. È stato fermo due settimane, nella migliore delle ipotesi potrà dare pochi minuti». Monsummano ha passato un periodo difficile, ma ne sta uscendo. Resta una delle più forti? «Direi decisamente di sì, e facendo la scelta di cambiare coach ha ribadito di essere ambiziosa. Del resto è una società che non si è mai nascosta e ha sempre confermato la volontà di lottare per la promozione» Ci sono errori commessi all'andata che vanno corretti? «Quella partita è lontana nel tempo, ed è una sconfitta che abbiamo dimenticato in fretta, perché era difficile da analizzare, visto l'andamento e le difficoltà dei lunghi, carichi di falli. Certo, deve rimanere in testa il fatto che l'abbiamo persa, e che dobbiamo rimediare».
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