Sicurezza
È stata una Lampo da sbadigli
Luca Signorini
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Andrea Petroni, tecnico della Lampo Petroni: «Abbiamo pagato le due partite in tre giorni»
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LAMPORECCHIO. Di necessità virtù, recitava un vecchio adagio. La Lampo in tenuta rosso fuoco si ripresenta ai Giardinetti con lo stesso undici sceso in campo il giorno della Befana. La rosa ristretta, e gli infortuni di Tarli e Moncini nel secondo tempo, hanno costretto mister Andrea Petroni ai salti mortali. C'era da mettere a referto una formazione equilibrata e dal buon rendimento per fronteggiare il Lammari Mario Micheli, compagine lucchese con la difesa meno perforata del girone. Ne è venuta fuori una partita maschia e senza esclusione di colpi. All'appello, sono mancati gioco, trame, passaggi, intese, lanci illuminanti e, come sempre più spesso accade, anche l'uomo (o gli uomini) della provvidenza. Sia chiaro: dall'una e dall'altra parte. «Abbiamo giocato due partite in tre giorni con gli stessi uomini - riflette Petroni - nonostante questo non abbiamo concesso molto. Fin quando avevamo fiato abbiamo tenuto il campo egregiamente poi siamo arretrati a difesa del risultato. Un pareggio che è importante soprattutto perché ripaga l'impegno dei ragazzi che non hanno mai mollato». Il pubblico, stufo di veder trotterellare i 22 in calzoncini, ha iniziato a seguir le peripezie sul manto del signor Pagni, giovane direttore di gara venuto da Livorno. E lui, che di tanto in tanto buttava un occhio sugli spalti, ha iniziato a fischiare più per la platea che per decisioni ponderate e dettate dai regolamenti vigenti. E così l'espulsione di Salvini è divenuta una semplice ammonizione, l'ammonizione a Di Mauro è divenuta un paterno rimbrotto, la rete di Rizzo è divenuta un inesistente fuorigioco, il rigore su Sorini si è trasformato in duro, ma lecito, contrasto. Altri episodi potrebbero entrare nella lista ma quelli sciorinati bastano per assegnare a Pagni la palma del migliore in campo. Perché il giovanotto è riuscito nell'intento di rendere interessante una partita buona solo a far statistica. Conseuguenza: risultato a occhiali, tre, forse quattro, tiri nello specchio nei 90 minuti, nessun accenno di rissa. Capite che se nel gioco del calcio mancano questi fattori la conseguenza è un susseguirsi di sbadigli. Interrotti, come detto, dai sibili del signor Pagni, l'unico in grado di squarciare in un millesimo di secondo, un calmo e soleggiato pomeriggio invernale.
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