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Montecatini

Il Ct Prandelli a Margine

Da sinistra: Davide Lorenzetti con Cesare Prandelli e Luciano Bodini
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Da sinistra: Davide Lorenzetti con Cesare Prandelli e Luciano Bodini

Visita lampo all'amico dell'era Juve Luciano Bodini

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 MARGINE COPERTA. È primo pomeriggio quando Cesare Prandelli, commisario tecnico della nazionale di calcio, arriva all'impianto sportivo Renzo Brizzi di Margine Coperta. Una visita a sorpresa dovuta anche all'amicizia con Antonio Bongiorni, direttore generale del Margine e osservatore dell'Atalanta, società con cui il club valdinievolino ha uno stretto rapporto di collaborazione da un quarto di secolo.  Ma la presenza del Ct azzurro dalle nostre parti è legata soprattutto al rapporto fraterno con Luciano Bodini, ex portiere della Juventus, compagno inseparabile di Prandelli. Assieme a lui ha condiviso tutte le tappe della carriera di calciatore. Dodici campionati vissuti intensamente dagli esordi con la Cremonese, al successivo passaggio all'Atalanta e quindi i trionfi in campo internazionale (Coppa delle Coppe, Supercoppa Uefa, Coppa dei Campioni) alla Juventus fino alla stagione 1984-85. In quella estate le strade si divisero: Prandelli chiuse la carriera da calciatore all'Atalanta mentre Bodini, secondo di Zoff e Tacconi, restò ancora un po' in bianconero alzando pure la Coppa Intercontinentale. Il buon Luciano, nativo di Leno, ma che adesso abita a Lido di Camaiore, da alcuni anni è il preparatore dei portieri del Margine Coperta.  Prandelli si è seduto in panchina assieme a Bongiorni a vedere lavorare Bodini coi suoi allievi e le altre formazioni del settore giovanile nerazzurro. «Luciano è sempre il solito - ha detto il commissario tecnico dell'Italia - insegna ai ragazzi usando più la carota che il bastone. Lavorare duro col sorriso sulle labbra è fondamentale a livello giovanile. Quando giocava era la stessa cosa e gli scherzi non mancavano mai. Lui sapeva farli e accettarli». Bodini gli batte la mano sulla spalla e aggiunge: «Cesare era ed è più il più serio tra noi due. È il classico bravo ragazzo preparato, senza grilli per la testa che si merita i traguardi che ha conquistato».  Un ultimo saluto, un caffè al bar dello stadio eppoi il Cesare nazionale prende la via di Firenze. Luciano Bodini si mette la casacca e va a fare la partitella con gli allievi. «A 56 anni faccio ancora la mia figura - dice sbuffando - Ragazzi, arrivo!».

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