Il dolore
Sporting con molte frecce al suo arco
Lorenzo Mei
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Un appoggio a canestro del pivot Tessitori contro Firenze La squadra dimostra di saper variare gli schemi, i giovani in evidenza
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MONTECATINI. Manca il punteggio pieno, ma i tifosi che hanno visto all'opera lo Sporting Club 1949 non possono certo lamentarsi per la ripetitività dello spettacolo. Finora si sono viste tre squadre diverse: quella tutta difesa e contropiede, quella che spacca le difese con i lunghi, per arrivare a quella di domenica con Firenze, che mostra giovani pericolosi e totalmente privi di timidezza. Il risultato è un tre su quattro soddisfacente, se si considera che la sconfitta è arrivata con una squadra forte e in una gara assai particolare. Conferme. Angelucci lo ha spiegato dopo la sirena: la scelta era, come al solito, quella di difendere al massimo e di correre in contropiede ogni volta che c'era la possibilità di farlo. Con una ventina di palle recuperate, con il dominio ai rimbalzi e con un architetto del gioco come Bonora, non spingere sarebbe un delitto. Ne è venuta fuori una gara rapida, nella quale non stonano i 70 punti subiti da una squadra modesta, perché quando tieni alti i giri aumenti il numero delle azioni, ed è normale prendere qualche punto in più. Novità in attacco. La seconda indicazione era del coach era quella di cercare i lunghi, esercizio riuscito solo in parte perché Firenze aveva concentrato su di loro la pressione difensiva. Se a Monsummano la porta sbattuta in faccia ai pivot dagli arbitri non aveva portato a vie d'uscita alternative, stavolta la chiusura su Tessitori e Barraco ha liberato sia Giarelli che gli esterni, Strozzalupi e Tommei in particolare. Risultato: 41 punti dei piccoli, ai quali vanno aggiunti i 25 di "mister tripla doppia" (10 recuperi e 13 rimbalzi) Giarelli. L'altra lieta sorpresa è il tiro da 3: una squadra che aveva un misero 19% totale, ha sfoderato un 7/14. Novità in difesa. Dopo la stretta necessità a Monsummano, domenica Angelucci ha scelto di schierare fin dal primo quarto la zona. Lo ha fatto contro una formazione che era la più precisa da lontano, ed è andata bene. È probabile che la zona diventi una costante, utilizzata con un minutaggio variabile, di questa stagione. È un segno ulteriore che lo Sporting non è affatto una squadra spocchiosa che si sente piovuta per errore in C1, ma un gruppo che sa di dover ancora imparare, e vuole farlo. Tiri liberi. Già che siamo all'apprendimento, deve proseguire lo "studio" in lunetta, perché nove errori su ventidue tentativi sono indolori contro Firenze, ma possono fare malissimo contro avversari più difficili. Questa non sarà mai una squadra specialista dei liberi, ma con l'applicazione si guadagna in fiducia e, di solito, in percentuale.
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