Finanza
Azzurri da applausi, il pari è bugiardo
Luca Signorini
◗
Lariete azzurro Leonardo Del Bono in azione L'attaccante Pulina: «Grande gioco di squadra anche in inferiorità numerica»
3 MINUTI DI LETTURA
BORGO. Ma che Borgo è! Che grinta, che determinazione, che voglia. L'undici di mister Guido Pagliuca è un corpo unico che mira ad un unico obiettivo: vincere. In più, viste le pretese del pubblico di Buggiano, non disdegna neppure di giocare, e bene, al calcio. Non mancano gli interpreti, non mancano gli schemi, non mancano le geometrie e, cosa preziosa, si avverte uno spirito di gruppo, una collaborazione tra reparti che, in serie D, può fare (e farà) la differenza. Basta questo per un sorriso. Non importa se, contro il Camaiore, arriva solo uno 0 a 0. Non importa se le punte rimangono a secco. È solo un inciampo, seppur minimo, nella scalata verso il successo. Nel mezzo, nello 0 a 0, c'è da segnalare l'ingiusta espulsione di Mirko Maretti, raggiunto da un secondo cartellino giallo per un dubbio fallo di mano. Con lui in campo nel secondo tempo, ci giuriamo, la casella delle reti fatte avrebbe segnato 1. Ma chi recrimina ha preso un abbaglio, sono troppe le cose positive per sprecare tempo a inveire contro il direttore di gara. Che, tra l'altro, non se l'era cavata male (due gli errori: il rosso a Maretti e un rigorino per gli azzurri nella prima frazione). C'è da sorridere. Lo conferma Michele Pulina, la sgusciante e inviperita seconda punta. «Prendiamo il pareggio consapevoli della nostra forza - dice - potremmo parlare dell'arbitraggio su due o tre situazioni, ma dobbiamo pensare a noi, alla partita. Abbiamo dimostrato un grande carattere e un grande gioco di squadra. L'unico handicap è che impieghiamo troppo a studiare l'avversario, ci vogliono 10 o 15 minuti. Qui dobbiamo migliorare». Dalla tribuna, gremita di supporters, si nota una formazione che si muove in sincrono. La linea arretrata è solida e invulnerabile, il centrocampo lotta, gioca di fino, quando gli animi si scaldano, mena. Là davanti si compensano (e si trovano) a meraviglia. «Siamo primi da soli, potevamo vincere con Maretti in campo - commenta Leonardo Del Bono, l'ariete azzurro - ci lascia un po' di amaro in bocca. Alcuni episodi non sono andati al meglio, il palo, il rigore non dato, la testata di Corsi troppo centrale. Comunque abbiamo carattere e una grande voglia di vincere. La squadra non ha risentito dell'inferiorità numerica anzi, ci abbiamo messo ancora più energie e qualità». Sì, proprio la qualità. Se ne vede molta. Da Rummolo a Di Giusto, passando per Di Stefano e Lorenzini. Poi Nicoletti e poi Rosati. Per gli altri basta leggere le pagelle. La sensazione, e non ce l'abbiamo solo noi, è che il Borgo è un ex neopromossa già troppo abituata alla serie D. Con in mente di cambiare lido. E non veniteci a parlare di obiettivo salvezza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
