Il Tirreno

Montecatini

Il Borgo guarda tutti dall'alto

Roberto Grazzini
Il forte difensore Lorenzini, uscito per infortunio
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Il forte difensore Lorenzini, uscito per infortunio

Pagliuca sceglie i toni pacati. E Corsi: «Così si arriva presto alla salvezza»

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 BORGO A BUGGIANO. Guido Pagliuca salta felice come un bambino al triplice fischio del signor Bergonzini di Civitavecchia. Per la verità, non è mai stato fermo per tutti i novanti minuti (più cinque di recupero). Non è il classico allenatore dall'aplomb anglosassone ma è già un idolo della tifoseria azzzura quando, madido di sudore,alza i pugni al cielo sotto la tribuna.  E i festeggiamenti per il successo (1-0) coi ravennati del Russi continuano all'ingresso degli spogliatoi, con tutta la squadra che lo aspetta battendo le mani sui tavoli e sulle porte. È vero, siamo solo alla seconda giornata di campionato, ma il Borgo, sia pur in compagnia, è comunque davanti a tutti, in testa al gruppo. Più di qualsiasi altra cosa, parlano i numeri: sei punti, 4 reti all'attivo e nessuna al passivo. Passata la comprensibile ondata di euforia il giovane tecnico cecinese, si ricompone davanti i taccuini e ai microfoni, smorzando sul nascere eventuali pericolose velleità. «Ragazzi, non scherziamo - esordisce - questi sono punti buoni per restare nella categoria. I sogni ambizosi sono per chi li può coltivare. Se vi interessano i numeri, vi posso dire che adesso di punti ne mancano 36 alla salvezza. Ma di sicuro siamo felici perché c'è grande unità di intenti fra la squadra, lo staff tecnico e la società, che ha costruito una rosa di uomini veri e perché vincere fa un gran bene al morale. Permettetemi perciò di ringraziare pubblicamente i miei splendidi ragazzi. È un gruppo intelligente che si allena nella massima umiltà e accetta di buon grado i sacrifi».  Poi esce Andrea Corsi, l'uomo del tiro da tre punti, impeccabile nella trasformazione del calcio di rigore che ha deciso il match. «Eravamo partiti un po' contratti - dice il match winner - e abbiamo rischiato grosso nei primi minuti. Poi col passare del tempo il gioco della squadra è cresciuto in maniera esponenziale. Indipendentemente che sia nato da un penalty, il gol è stato una naturale conseguenza del lavoro del collettivo. A conti fatti abbiamo creato una mezza dozzina di occasioni da rete e il nostro portiere ha fatto la doccia solo perché era molto caldo. Dove possiamo arrivare? Un passo alla volta, alla salvezza».  Matteo Nicoletti è stato il solito pendolino di centrocampo. Tanti chilometri macinati, tanti palloni giocati e sempre con le idee chiare. «Credo che nostra vittoria non faccia una grinza - attacca - A parte forse la parte iniziale del match, la partita l'abbiamo fatta sempre noi. A mio avviso siamo stati bravi ad avere pazienza, privilegiando il ragionamento al furore agonistico. Sono tre punti importantissimi».

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di Redazione web