Il Tirreno

Montecatini

Cala il sipario sull'As Pieve La società in crisi finanziaria scompare dopo mezzo secolo

Cardelli ha guidato per sei anni l’As Pieve
◗
Cardelli ha guidato per sei anni l’As Pieve

Il presidente Della Ratta: «È la dimostrazione che non interessano le sorti del nostro sodalizio, a cominciare dalle istituzioni»

2 MINUTI DI LETTURA





 PIEVE A NIEVOLE. Nessun miracolo. Il comunale di via Ancona, ultima gloriosa arena in terra battuta del calcio valdinievolino chiude i battenti. O meglio ci giocheranno solo le squadre amatoriali perché in un sol colpo sono stati cancellati cinquant'anni di storia bianconera. L'As Pieve a Nievole non esiste più. Alle 12 di ieri, alla scadenza della proroga concessa dalla federazione al sodalizio bianconero per l'iscrizione al campionato di Seconda categoria, nessuno si è presentato a versare la quota richiesta.  A nulla sono valsi gli accorati appelli del presidente Domenico Della Ratta, stanco e amareggiato, che dopo tanti anni da solo al timone del vascello pievarino, non se l'è più sentita di mandare avanti la baracca.  Le avvisaglie della crisi s'erano avute all'inizio del consueto mercato estivo con l'esodo dei pezzi più pregiati del club (vedi su tutti Matteelli).  Poi negli ultimi giorni sembrava che qualcosa potesse cambiare, magari anche con un cambio ai vertici societari.  La riunione del consiglio direttivo, o di quello che ne rimaneva, di lunedì scorso ha invece di fatto tolto le residue illusioni, nonostante il prodigarsi del ds Luca Bernacchi e del tecnico Massimo Cardelli, che sono rimasti a fianco, fino alla fine, del presidente Della Ratta, assieme allo zoccolo duro della squadra. «Ho provato in tutti i modi a far quadrare i conti - dice Bernacchi - ma non è stato sufficiente. Lascio il mio incarico con la coscienza a posto, pur fortemente deluso. Questa fine è davvero un peccato».  Sulla stessa lunghezza d'onda mister Cardelli.  «Ho vissuto qui sei stagioni intense - dichiara - e ho sperato, non arrendendomi neppure davanti all'evidenza dei fatti, che alla fine tutto si sarebbe risolto. Posso solo ringraziare il presidente Della Ratta della fiducia che ha riposto in me e per la grande amicizia e stima che si è creata fra noi. Questi valori nessuno li potrà mai cancellare. Il mio futuro? Al momento ho poca voglia di pensare al calcio. Forse è il momento che mi prenda un po' di tempo per la mia famiglia. Se però arrivasse la chiamata giusta potrei ributtarmi nella mischia».  Più duro il presidente Della Ratta.  «È stata la dimostrazione lampante che a nessuno interessa le sorti dell'As Pieve a cominciare dalle istituzioni - si sfoga -. Sicuramente qualcuno in paese sarà pure contento del nostro fallimento. Posso soltanto aggiungere che in questi lunghi anni della mia gestione, ho sacrificato energie e mezzi per riuscire a tenere alto il nome della squadra. Adesso dico basta perché c'è un limite a tutto. Il calcio non è pane».  Adesso il prossimo passo riguarda i giocatori tesserati per la Pieve che saranno svincolati d'ufficio per esseri liberi di accasarsi altrove.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web