Sicurezza
Staffetta rossoblù Finisce in modo inglorioso l'era RB
Lorenzo Mei
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Lera Galligani-Magrini si è definitivamente e mestamente chiusa 2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Per una società rossoblù che nasce, ce n'è un'altra che scompare. Mentre il nuovo Sporting Club (denominazione e società verranno presentate a breve) muove i primi passi in attesa dell'ok della Fip, nessuno si è fatto avanti per rilevare RB, nemmeno depurata dai debiti tramite la scissione. Il termine era il 30 giugno, e l'operazione è fallita. Ieri è stata comunicata alla federazione la rinuncia all'iscrizione alla A Dilettanti (scadrebbe il 7 luglio), ma lo stesso Simone Galligani aveva preso atto della situazione da settimane. Si chiude così la storia di una società nata nel 2002, dopo la fine dello Sporting Club 2000, quello dei fratelli Guizzetti. RB aveva cominciato benissimo, vincendo la B1 al primo tentativo e disputando un campionato di Legadue di alto livello con coach Calvani. I primi scricchiolii arrivarono dalla stagione seguente, in cui fu giubilato il gm Belloni, la squadra fu rivoluzionata e pagò la presenza di un americano "rotto" come Koch. Il tentativo di rinascita, dopo l'estate di passione e la vendita a Osimo saltata all'ultimo momento, avvenne con la reunion dei "gemelli del canestro" Niccolai e Boni. Con Cancellieri in panchina arrivarono i playoff, ma inspiegabilmente il tecnico non fu confermato. L'anno di Finelli, nonostante un finale in declino, fu l'ultimo sostanzialmente positivo: da lì in poi un diluvio di sconfitte e la retrocessione in A Dilettanti, dove la vita non è stata più semplice. I problemi, prima che in campo, stavano nel calo di popolarità e nei conti: nata col sostegno di un gruppo di soci, RB è rimasta al solo Galligani, che l'ha tenuta in piedi (non senza errori e al prezzo d'un progressivo indebitamento) insieme allo sponsor Agricola Gloria. Quest'ultimo, dopo aver annunciato programmi ambiziosi a fine inverno, non ha dato più notizie di sé. La fiducia con cui va accolto il nuovo Sporting non può cancellare il disappunto per un patrimonio che si è sgretolato nell'indifferenza generale.
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