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Il Borgo e Bicchierai si separano

Roberto Grazzini
Roberto Bicchierai non è più l’allenatore del Borgo
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Roberto Bicchierai non è più l’allenatore del Borgo

Decisione immediata della società, due giorni dopo la fine della stagione

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 BORGO. La notizia non era esattamente nell'aria ma allo stesso tempo non lascia troppo sorpresi. A due giorni dalla fine del campionato, si è già chiuso il rapporto tra mister Roberto Bicchierai e l'Us Borgo a Buggiano. A dare la notizia è direttamente il direttore sportivo del clan azzurro Maurizio Tanfani.  «Le nostre strade si dividono - dichiara - ma ci lasciamo da vincenti. Bicchierai ha svolto un ottimo lavoro da grande professionista quale è, valorizzando i prodotti del nostro settore giovanili e ottenendo risultati insperati per una matricola della categoria. La società coglie l'occasione per ringraziarlo pubblicamente, augurandogli le migliori fortune».  Un allenatore particolare, spigoloso, difficilmente gestibile. Roberto Bicchierai è conscio dei suoi limiti caratteriali, come ha spesso ammesso. I colleghi e gli addetti ai lavori invidiosi lo definiscono un accentratore dai metodi dittatoriale. Per molti altri, è invece uno splendido trascinatore forse con un pizzico di presunzione, in ogni caso autorizzata da una carriera fatta di tanti trionfi, anche a livello professionistico, e pochi insuccessi.  Sotto il profilo tecnico ha praticato il miglior calcio della categoria, in rapporto al materiale a sua disposizione. Il gruppo lo ha assecondato, seguito e ascoltato. Non ha esitato neppure un attimo a lanciare i giovani della formazione juniores nei momenti di maggior bisogno. E i giovani sono cresciuti. La convocazione di Lorenzini nella nazionale della categoria è solo la punta dell'iceberg.  A parlare per lui sono la valorizzazione di Dodero, Ricci, Di Palma fino al debutto del pulcino Morandi. Ma, al di là delle parole, contano quei 51 punti in 34 partite, autentica media da playoff. Praticamente la serie D gli va come una taglia 46 a Giuliano Ferrara.  Adesso si apre la lotta per la successione con almeno tre nomi in pole position: a cominciare da Ivan Maraia, secondo di Semplici all'Arezzo in Prima Divisione, conosciuto in Valdinievole per aver guidato la Larcianese, per passare poi al Sangimignano, portato in D e quindi «salvato». L'altro nome è quello di Alvini, fresco di promozione in serie D col Tuttocuoio. Mentre un'altra possibile soluzione potrebbe riguardare Alessandro Madocci, romano di nascita ma valdinievolino d'adozione, ex allenatore in C1 e C2.

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