Il Tirreno

Montecatini

Primavera tribolata per Edita Pucinskaite E il Giro si allontana

Stefano Fiori
La campionessa Edita Pucinskaite festeggiata da giovani fan
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La campionessa Edita Pucinskaite festeggiata da giovani fan

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 MONSUMMANO. Primavera tribolatissima per Edita Pucinskaite, la campionessa di ciclismo monsummanese d'adozione che sta affrontando la sua ultima annata tra le Elite con fondate ambizioni di centrare dei traguardi di grande prestigio.  A fine aprile, la simpatica ed estroversa "Edita Peter-Pan" (è il suo arcinoto soprannome) ha infatti dovuto subire un'operazione chirurgica d'urgenza presso l'ospedale di Pescia, per l'asportazione di una ciste, con relativo ascesso, formatasi sulla coscia sinistra alla vigilia della Freccia Vallone e inutilmente curata per una settimana. Un brutto contrattempo che ha lasciato Edita, da noi incontrata nella sua abitazione a Le Case di Monsummano dove vive con il marito Roberto Rossi, davero con il morale sotto ai piedi. «Dopo questa tegola inattesa - racconta - tutti i miei programmi sono saltati e ormai posso definire il mio 2010 come un'annata... anoressica, se penso che quest'anno ho disputato finora solo due corse, a Cornaredo dove sono stata a lungo in fuga, e poi a Cittiglio, dove una foratura mi ha messo ko. E ora come posso realisticamente pensare di preparare al meglio quel Giro d'Italia che era il mio primo obiettivo del 2010?».  Uno sfogo accorato della 34enne campionessa lituano-italiana (ha la doppia nazionalità) accreditata finora di 96 vittorie tra le quali figurano un mondiale, un Tour de France e due Giri d'Italia femminili.Il Giro delle donne inizierà il 2 luglio - prosegue Edita - a oggi io non conosco nemmeno gli esatti tempi di recupero dall'operazione alla quale mi sono sottoposta; i medici non si pronunciano ma si parla di oltre un mese di convalescenza anche se ogni giorno io effettuo già qualche passeggiata di un paio d'ore salendo a piedi fino a Monsummano Alto, però ho dentro una rabbia immensa. Al Giro contavo di essere al top, con tutte quelle salite che mi piacevano molto, ma ora le favorite saranno l'inglese Pooley, la tedesca Haussler, una Vos in grande crescita e la rinata Cooke». Resta comunque l'obiettivo del mondiale australiano settembrino di Geelong: «Sì, proverò a consolarmi pensando alla gara iridata, anche se non mi sembra troppo adatta alle mie caratteristiche e il tracciato sarà diverso rispetto a quello che conoscevo, avendovi gareggiato a suo tempo in una prova di coppa del mondo femminile; comunque cercherò di arrivarci nella migliore condizione atletica possibile, prendendo parte, da agosto in poi, al Giro della Turingia in Germania, al Tour de l'Ardeche e al Trophée d'Or in Francia e infine all'imperdibile Giro della Toscana, tutte gare a tappe che risulteranno assai utili per recuperare il tempo perduto».  La Pucinskaite desidera poi ricordare doverosamente e con riconoscenza i medici che l'hanno operata all'ospedale di Pescia. «Tutto il reparto di chirurgia - dice la cmapionessa - è stato eccezionale, ma devo dire un grazie di cuore soprattutto ai dottori Francesco Mammoliti e Italo Corsale, che mi hanno operata con successo il 27 aprile scorso».  L'ultima riflessione di Edita la dice lunga sul suo carattere veramente indistruttibile: «Voglio prendere questo ennesimo contrattempo con filosofia, è inutile piangersi addosso e poi bisogna pensare sempre e mandare un augurio a chi sta peggio, come ad esempio la mia amica ciclista Chiara Vanni, una giovane promessa del ciclismo italiano che nel volgere di pochi mesi ha addirittura subito tre fratture, delle quali una molto grave al bacino».

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