Il Tirreno

Montecatini

Bilancio soddisfacente per gli organizzatori, malgrado le difficoltà del momento a reperire i corridori

Ratto, una zampata da veterano

Stefano Fiori
Ratto, una zampata da veterano

Il ventunenne è il più giovane a trionfare nel prestigioso Gp di Larciano

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 MONTECATINI. Daniele Ratto è sembrato incredulo dopo la bella vittoria conquistata sul traguardo di Larciano, la prima da neoprofessionista. Il non ancora ventunenne ciclista nato a Moncalieri e residente a Colzate, nel bergamasco, sembra già un campioncino essendo passato Pro dopo due sole stagioni trascorse tra i dilettanti e la vittoria nel Piccolo Giro della Lombardia.  Inoltre Ratto, per la cronaca vanamente inseguito da Gatto, che di nome fa Oscar, il velocista del team ISD-Neri, nell'infuocato finale di corsa, ha stabilito il record prestigioso: è il più giovane vincitore in assoluto nella storia del GP di Larciano.  Uc Larcianese. Il presidente Urbano Borgioli, il direttore organizzativo Bruno Ferrali e il loro collaudato staff hanno sudato le proverbiali sette camicie per garantire alla loro classica un cast di partecipanti importante. Ma alla fine sono stati poco gratificati e certo non per loro demerito.  L'ingombrante concomitanza di troppe gare, l'esosità delle richieste economiche di team manager, campioni o pseudo tali e il sempre meno comprensibile e accettabile regolamento ProTour, stanno falcidiando gare e organizzatori nostrani, tanto da far pensare con infinita tristezza a com'era bello il ciclismo "in provincia" solo pochi anni fa, per esempio ai tempi in cui a Larciano si potevano trovare tra i partenti anche un certo Miguel Indurain, Gianni Bugno, Claudio Chiappucci o l'indimenticabile Marco Pantani. Mala, molto mala tempora currunt.  Forze dell'ordine. Sempre al top per garantire il regolare svolgimento del Gp di Larciano, in presenza di un pubblico assai numeroso che avrebbe potuto causare qualche problema, ma anche quest'anno tutto è filato alla perfezione grazie all'impegno e alla bravura dei carabinieri della stazione di Larciano, della polizia stradale e dei vigili urbani: tutti meritano un bel 10 in pagella.  Franco Pellizotti. È partito come uno dei favoriti insieme a Riccardo Riccò e all'indisposto ma generoso Giovanni Visconti. Nel finale sembrava avere partita vinta ma poi all'arrivo si è piazzato solo 3º e due giorni dopo ecco giungere la doccia fredda con lo stop impostogli dall'Uci per anomalie relative al suo passaporto biologico. L'ennesima bufera-doping incombente in questo mondo del ciclismo che non trova più pace e soprattutto dei campioni credibili e immacolati  Fans club. Scatenata e spettacolare, ma correttissima rivalità lungo le rampe del San Baronto tra i tifosi di un Giovanni Visconti penalizzato dalla gastroenterite e nonostante ciò incitato a più non posso da papà Antonino, dalla sorella Ursula e soprattutto dalla compagna Katy insieme al loro figlioletto Thomas. Mentre i CanNibali, in assenza del loro idolo, si sono fatti notare soprattutto per le allettanti proposte culinarie.

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