Gioco
BASKET
Agricola: l'attacco anemico fa svanire l'obiettivo playoff
Matteo Baccellini
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Angelucci e la panchina alle prese con gli arbitri: pessima la loro direzioneLa crisi sta tutta racchiusa nell'anemia di punti. Se i playoff ormai appaiono un miraggio, con nove giornate da giocare e sei punti di ritardo dall'ottavo posto di Omegna, la riflessione si sposta sulle difficoltà a fare canestro. Nelle ultime quattro sconfitte consecutive l'Agricola Gloria non è mai andata oltre i 66 punti. Segnati sia con Treviglio che a Trieste la settimana precedente, mentre con Trento al Palamadigan e con Ozzano in trasferta erano stati uno in meno, 65. Difficile portare a casa la vittoria, a meno di prestazioni difensive super, o se contro non hai un avversario "morbido".
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MONTECATINI. La crisi sta tutta racchiusa nell'anemia di punti. Se i playoff ormai appaiono un miraggio, con nove giornate da giocare e sei punti di ritardo dall'ottavo posto di Omegna, la riflessione si sposta sulle difficoltà a fare canestro. Nelle ultime quattro sconfitte consecutive l'Agricola Gloria non è mai andata oltre i 66 punti. Segnati sia con Treviglio che a Trieste la settimana precedente, mentre con Trento al Palamadigan e con Ozzano in trasferta erano stati uno in meno, 65. Difficile portare a casa la vittoria, a meno di prestazioni difensive super, o se contro non hai un avversario "morbido".
Analisi. Nel suo momento migliore, tra fine novembre e dicembre, Montecatini si era spinta a 87 punti (ma con un overtime) a Osimo, pur perdendo, facendone 82 con Castelletto e 83 a Jesolo, l'avversario più semplice del girone: arrivarono due vittorie. Con una buona dose di fortuna, non ce lo dimentichiamo, l'Agricola Gloria aveva strappato quattro punti con Verona e Omegna, segnando 60 e 63 punti davanti ai propri tifosi. Ma non sempre le cose possono girare al meglio, proprio come nel turno prenatalizio in cui i rossoblù sfruttarono la vena di Parente (malgrado l'assenza di Carrizo), che trascinò tutti con 32 punti condannando Omegna alla sconfitta e all'esonero dell'allenatore Da Prato.
Realtà. L'entusiasmo di quei giorni ha lasciato il posto giornata dopo giornata a una realtà lampante: la mancanza di ricambi e di energie quando Parente, Mei o lo stesso Carrizo non hanno la mano calda (o sono marcati a dovere) si fa sentire. Senza dimenticare che alla panchina corta si aggiunge l'apporto poco convincente di Persico, che dopo la partita di Ozzano (10 punti e 6 rimbalzi) non si è praticamente più visto in zona offensiva, segnando 12 punti nelle 3 partite successive. Troppo poco per un pivot titolare.
Futuro. Domenica Montecatini andrà a far visita alla Fortitudo: sul parquet del Paladozza dove nel 1988 ci fu una migrazione di 1000 tifosi rossoblu (era la prima stagione di A2) e dove nella primavera 1992 diventò ufficiale la promozione in A1 della Lotus. Una trasferta che manca dal 3 gennaio 2001 (finì 85-62 per la Paf, che poi diventò campione d'Italia), ma che casca nel bel mezzo di un periodo assolutamente no. C'è da finire con dignità un campionato che nessuno vorrebbe concludere male. Specie dopo aver accarezzato una rimonta per un mese e mezzo.
Analisi. Nel suo momento migliore, tra fine novembre e dicembre, Montecatini si era spinta a 87 punti (ma con un overtime) a Osimo, pur perdendo, facendone 82 con Castelletto e 83 a Jesolo, l'avversario più semplice del girone: arrivarono due vittorie. Con una buona dose di fortuna, non ce lo dimentichiamo, l'Agricola Gloria aveva strappato quattro punti con Verona e Omegna, segnando 60 e 63 punti davanti ai propri tifosi. Ma non sempre le cose possono girare al meglio, proprio come nel turno prenatalizio in cui i rossoblù sfruttarono la vena di Parente (malgrado l'assenza di Carrizo), che trascinò tutti con 32 punti condannando Omegna alla sconfitta e all'esonero dell'allenatore Da Prato.
Realtà. L'entusiasmo di quei giorni ha lasciato il posto giornata dopo giornata a una realtà lampante: la mancanza di ricambi e di energie quando Parente, Mei o lo stesso Carrizo non hanno la mano calda (o sono marcati a dovere) si fa sentire. Senza dimenticare che alla panchina corta si aggiunge l'apporto poco convincente di Persico, che dopo la partita di Ozzano (10 punti e 6 rimbalzi) non si è praticamente più visto in zona offensiva, segnando 12 punti nelle 3 partite successive. Troppo poco per un pivot titolare.
Futuro. Domenica Montecatini andrà a far visita alla Fortitudo: sul parquet del Paladozza dove nel 1988 ci fu una migrazione di 1000 tifosi rossoblu (era la prima stagione di A2) e dove nella primavera 1992 diventò ufficiale la promozione in A1 della Lotus. Una trasferta che manca dal 3 gennaio 2001 (finì 85-62 per la Paf, che poi diventò campione d'Italia), ma che casca nel bel mezzo di un periodo assolutamente no. C'è da finire con dignità un campionato che nessuno vorrebbe concludere male. Specie dopo aver accarezzato una rimonta per un mese e mezzo.
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