Il dolore
BASKET
«Sbagliato completamentel'approccio alla gara»
Federico Guidi
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Parente è stato frenato dall’ottima difesa di Trento«In difesa, nel primo quarto, siamo stati ignobili». Non ci va leggero coach Angelucci, decisamente contrariato per la prestazione offerta dai suoi ragazzi nel match perso di un punto contro Trento.
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MONTECATINI. «In difesa, nel primo quarto, siamo stati ignobili». Non ci va leggero coach Angelucci, decisamente contrariato per la prestazione offerta dai suoi ragazzi nel match perso di un punto contro Trento.
«È stato un discorso di approccio mentale al match - spiega ancora l'allenatore - abbiamo avuto distrazioni clamorose, sembrava quasi che non toccasse a noi giocare». E dire che nonostante la partenza diesel di Mei e compagni alla fine alcune fiammate della squadra nella seconda metà di gara avevano rimesso le cose in piedi, tanto da permettere ai rossoblù di giocarsi il match fino agli ultimi secondi. «Abbiamo avuto un flash di lucidità nel terzo quarto che ci ha fatto mettere la testa avanti - racconta coach Angelucci- nel quarto periodo invece siamo riusciti a rientrare grazie alla zona».
Continuando l'analisi della gara, è inevitabile tornare sui momenti finali e sulla scelta, rivelatasi infrottuosa, di segnare entrambi i tiri liberi a quattro secondi dalla fine. «Sbagliare l'ultimo poteva anche essere un'altra soluzione, ma finché non l'hai giocata non lo sai. Purtroppo non avevamo neanche la possibilità di chiamare il minuto per organizzarci, ma è tutto quello che abbiamo fatto prima che non è andato bene».
Possibile che sulla prestazione della squadra abbia inciso anche la settimana particolare, caratterizzata dalle voci di mercato che vogliono alcuni giocatori pronti a salutare la piazza nei prossimi giorni. «Certamente mi sarebbe piaciuto arrivare al match con più chiarezza sul futuro. Ancora non si sa niente - confessa Angelucci - però non credo che le voci di mercato abbiano influito sulla nostra prestazione, i ragazzi in settimana si sono allenati come sempre». La chiusura del coach è per Persico, ancora una volta poco incisivo e limitato dai troppi falli. «Edo sta facendo una guerra tutta sua con l'arbitraggio, non riesce a stare sereno ed essendo concentrato su questo aspetto fatica a entrare in partita».
«È stato un discorso di approccio mentale al match - spiega ancora l'allenatore - abbiamo avuto distrazioni clamorose, sembrava quasi che non toccasse a noi giocare». E dire che nonostante la partenza diesel di Mei e compagni alla fine alcune fiammate della squadra nella seconda metà di gara avevano rimesso le cose in piedi, tanto da permettere ai rossoblù di giocarsi il match fino agli ultimi secondi. «Abbiamo avuto un flash di lucidità nel terzo quarto che ci ha fatto mettere la testa avanti - racconta coach Angelucci- nel quarto periodo invece siamo riusciti a rientrare grazie alla zona».
Continuando l'analisi della gara, è inevitabile tornare sui momenti finali e sulla scelta, rivelatasi infrottuosa, di segnare entrambi i tiri liberi a quattro secondi dalla fine. «Sbagliare l'ultimo poteva anche essere un'altra soluzione, ma finché non l'hai giocata non lo sai. Purtroppo non avevamo neanche la possibilità di chiamare il minuto per organizzarci, ma è tutto quello che abbiamo fatto prima che non è andato bene».
Possibile che sulla prestazione della squadra abbia inciso anche la settimana particolare, caratterizzata dalle voci di mercato che vogliono alcuni giocatori pronti a salutare la piazza nei prossimi giorni. «Certamente mi sarebbe piaciuto arrivare al match con più chiarezza sul futuro. Ancora non si sa niente - confessa Angelucci - però non credo che le voci di mercato abbiano influito sulla nostra prestazione, i ragazzi in settimana si sono allenati come sempre». La chiusura del coach è per Persico, ancora una volta poco incisivo e limitato dai troppi falli. «Edo sta facendo una guerra tutta sua con l'arbitraggio, non riesce a stare sereno ed essendo concentrato su questo aspetto fatica a entrare in partita».
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