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Piano di formazione
Innovazione nei vivai
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L’interno di una serra a Pescia Un’attività diffusa ma che deve riuscire a tenere il passo delle innovazioniRicerca e innovazione, impatto ambientale, promozione del prodotto, marketing, organizzazione aziendale, aggiornamento professionale, collaborazione tra imprese: in poche parole tutto ciò che serve per restare competitivi
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PESCIA. Ricerca e innovazione, impatto ambientale, promozione del prodotto, marketing, organizzazione aziendale, aggiornamento professionale, collaborazione tra imprese: in poche parole tutto ciò che serve per restare competitivi ma che, troppo spesso, le piccole imprese non possono permettersi. Questo vale anche in agricoltura, e in particolare nel florovivaismo. Una soluzione, finalmente, c'è, e ha un nome: è il progetto di formazione "Spinn-Agri".
Sono 300 le imprese del comprensorio che hanno deciso di aderire all'iniziativa. Si tratta di un progetto condiviso dalle organizzazioni di categoria, da sindacati, cooperative e consorzi, dalle agenzie fomative e dal Cespevi, e realizzato insieme all'Università di Firenze e all'istituto per l'agricoltura De Franceschi.
I principali obiettivi del progetto sono illustrati dai dirigenti di Cia e Confagricoltura (che ne sono i promotori). Le attività formative di Spinn Agri, come spiega il presidente della Cia Alessandro Orlandini, si aricolano su 4 macroaree: trasferimento di ricerca e innovazione e sostenibilità ambientale; analisi dei nuovi mercati, internazionalizzazione delle imprese, analisi della formula imprenditoriale e innovazione organizzativa; aggiornamento tecnico-professionale per il comparto; competenze trasversali per le piccole medie imprese.
Le direzioni del progetto sono il frutto di un monitoraggio sulle stesse aziende, durato tre anni, per capirne esigenze e difficoltà. «È essenziale - spiega il direttore di Confagricoltura Genunzio Giannoni - l'azione cardine del laboratorio di analisi dei fabbisogni formativi e di professionalità delle imprese e di analisi dei fabbisogni formativi degli addetti, in funzione della successiva microprogettazione didattica. In Spinn-Agri è molto forte in il ruolo delle scuole, alle quali siamo in grado di dare imput affinché possano allineare i percorsi formativi alle necessità delle aziende».
«Quest'attività di formazione - conclude l'assessore Paolo Magnanensi - ha un costo di un milione e 200mila euro, sostenuti dal fondo sociale europeo, ma è gratuita per chi la frequenta».
Sono 300 le imprese del comprensorio che hanno deciso di aderire all'iniziativa. Si tratta di un progetto condiviso dalle organizzazioni di categoria, da sindacati, cooperative e consorzi, dalle agenzie fomative e dal Cespevi, e realizzato insieme all'Università di Firenze e all'istituto per l'agricoltura De Franceschi.
I principali obiettivi del progetto sono illustrati dai dirigenti di Cia e Confagricoltura (che ne sono i promotori). Le attività formative di Spinn Agri, come spiega il presidente della Cia Alessandro Orlandini, si aricolano su 4 macroaree: trasferimento di ricerca e innovazione e sostenibilità ambientale; analisi dei nuovi mercati, internazionalizzazione delle imprese, analisi della formula imprenditoriale e innovazione organizzativa; aggiornamento tecnico-professionale per il comparto; competenze trasversali per le piccole medie imprese.
Le direzioni del progetto sono il frutto di un monitoraggio sulle stesse aziende, durato tre anni, per capirne esigenze e difficoltà. «È essenziale - spiega il direttore di Confagricoltura Genunzio Giannoni - l'azione cardine del laboratorio di analisi dei fabbisogni formativi e di professionalità delle imprese e di analisi dei fabbisogni formativi degli addetti, in funzione della successiva microprogettazione didattica. In Spinn-Agri è molto forte in il ruolo delle scuole, alle quali siamo in grado di dare imput affinché possano allineare i percorsi formativi alle necessità delle aziende».
«Quest'attività di formazione - conclude l'assessore Paolo Magnanensi - ha un costo di un milione e 200mila euro, sostenuti dal fondo sociale europeo, ma è gratuita per chi la frequenta».
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