Sicurezza
Ciclismo
Mucelli ora sogna in grande
Stefano Fiori
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Davide MicelliIl 23enne passista scalatore livornese di Montenero (Livorno) ha vinto il Gp di Gambassi Terme e si è piazzato terzo sul traguardo di due grandi classiche come il Gp Città di Felino (Parma), dove ha rinunciato a ogni chance per favorire la vittoria del suo compagno di squadra Richie Porte
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MONSUMMANO. Che Davide Mucelli fosse in grandi condizioni di forma lo si era ben visto durante tutto il 2009 e soprattutto negli ultimi due mesi, quando il 23enne passista scalatore livornese di Montenero (Livorno) ha vinto il Gp di Gambassi Terme e si è piazzato terzo sul traguardo di due grandi classiche come il Gp Città di Felino (Parma), dove ha rinunciato a ogni chance per favorire la vittoria del suo compagno di squadra Richie Porte, e la Firenze-Viareggio, nella quale ha tentato valorosamente e fino agli ultimi chilometri di arginare lo strapotere del team Gragnano-Petroli Firenze.
Così nessuna meraviglia se l'atleta labronico nel breve volgere di due settimane ha trionfato prima sul traguardo di una classicissima prestigiosa come il Gp Cuoiopelli a Santa Croce sull'Arno, battendo allo sprint due compagni di fuga e il compagno di squadra Trotta, quindi nel Trofeo Rigoberto Lamonica a Osimo, avente carattere internazionale. Per la Monsummanese-Grassi-Sergio Natalini-Bedogni sono ormai 19 le affermazioni di questa stagione che può già essere definita dei record, mentre per il portentoso ciclista Elite livornese sembra avvicinarsi il sospirato traguardo del professionismo, per ora considerato soltanto un sogno nel cassetto come lui stesso ci racconta in questa intervista. «Spero proprio che le ultime due importanti vittorie ottenute servano a smuovere le acque - dice - poiché nonostante i quattro successi stagionali e una serie interminabile di piazzamenti finora non si è fatto vivo nessun team professionistico. Ma io non mi demoralizzo e cercherò di ottenere altri risultati qualificanti, a partire dal Gp Del Rosso del 4 ottobre, che per noi ciclisti della Monsummanese vale almeno quanto un campionato mondiale».
In effetti l'Uc Monsummanese in 57 anni non è mai riuscita a vincere la classica "di casa" tanto cara al presidente Giacomo Pasqui, al diesse Giuseppe Trinci e al factotum Sergio Mangiantini, ma quest'anno potrebbe essere la volta buona. «Il nostro è un gruppo eccezionale - dice ancora Mucelli - c'è affiatamento così i risultati arrivano puntuali e al Gp Del Rosso avremo varie punte: oltre a me il percorso si adatta infatti a Trotta e ai nostri due stranieri, Porte e Quintero. Devo dire che alla Monsummanese ho trovato l'ambiente perfetto, soltanto al quinto anno tra i dilettanti e di conseguenza sono riuscito a vincere le due gare più importanti in carriera, a Santa Croce sull'Arno e a Osimo». Mucelli ha scelto di praticare il ciclismo all'età di 8 anni e senza avere avuto qualcuno che lo ha indirizzato verso questo sport: «È stata una mia decisione personale, dettata dalla passione e non da ambizioni familiari; comunque anche mia sorella Debora ha gareggiato per qualche anno in bicicletta ma ha smesso presto». Come già detto in precedenza il professionismo è nei suoi sogni, ma non a tutti i costi: «Per passare professionista si dice che servano la fortuna e qualche buona conoscenza o raccomandazione, ma io mi auguro che, come si faceva una volta, ci si basi principalmente sui risultati ottenuti e in questo campo i miei conti sono assolutamente in regola».
Stefano Fiori
Così nessuna meraviglia se l'atleta labronico nel breve volgere di due settimane ha trionfato prima sul traguardo di una classicissima prestigiosa come il Gp Cuoiopelli a Santa Croce sull'Arno, battendo allo sprint due compagni di fuga e il compagno di squadra Trotta, quindi nel Trofeo Rigoberto Lamonica a Osimo, avente carattere internazionale. Per la Monsummanese-Grassi-Sergio Natalini-Bedogni sono ormai 19 le affermazioni di questa stagione che può già essere definita dei record, mentre per il portentoso ciclista Elite livornese sembra avvicinarsi il sospirato traguardo del professionismo, per ora considerato soltanto un sogno nel cassetto come lui stesso ci racconta in questa intervista. «Spero proprio che le ultime due importanti vittorie ottenute servano a smuovere le acque - dice - poiché nonostante i quattro successi stagionali e una serie interminabile di piazzamenti finora non si è fatto vivo nessun team professionistico. Ma io non mi demoralizzo e cercherò di ottenere altri risultati qualificanti, a partire dal Gp Del Rosso del 4 ottobre, che per noi ciclisti della Monsummanese vale almeno quanto un campionato mondiale».
In effetti l'Uc Monsummanese in 57 anni non è mai riuscita a vincere la classica "di casa" tanto cara al presidente Giacomo Pasqui, al diesse Giuseppe Trinci e al factotum Sergio Mangiantini, ma quest'anno potrebbe essere la volta buona. «Il nostro è un gruppo eccezionale - dice ancora Mucelli - c'è affiatamento così i risultati arrivano puntuali e al Gp Del Rosso avremo varie punte: oltre a me il percorso si adatta infatti a Trotta e ai nostri due stranieri, Porte e Quintero. Devo dire che alla Monsummanese ho trovato l'ambiente perfetto, soltanto al quinto anno tra i dilettanti e di conseguenza sono riuscito a vincere le due gare più importanti in carriera, a Santa Croce sull'Arno e a Osimo». Mucelli ha scelto di praticare il ciclismo all'età di 8 anni e senza avere avuto qualcuno che lo ha indirizzato verso questo sport: «È stata una mia decisione personale, dettata dalla passione e non da ambizioni familiari; comunque anche mia sorella Debora ha gareggiato per qualche anno in bicicletta ma ha smesso presto». Come già detto in precedenza il professionismo è nei suoi sogni, ma non a tutti i costi: «Per passare professionista si dice che servano la fortuna e qualche buona conoscenza o raccomandazione, ma io mi auguro che, come si faceva una volta, ci si basi principalmente sui risultati ottenuti e in questo campo i miei conti sono assolutamente in regola».
Stefano Fiori
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