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Festa in piazza per il Borgo a Buggiano
Roberto Grazzini
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I PROTAGONISTI. La squadra e lo staff tecnico del Borgo a Buggiano che si apprestano a iniziare l’avventura nel campionato di serie D durante la presentazione in piazza SalutatiLa piazza Coluccio Salutati trabocca di gente. Paolo Belli scalda l'orchestra, mentre il segretario del Borgo Alessio Bacherini chiama, uno a uno, i giocatori e i componenti dello staff tecnico sul palco. Tanti vecchi sportivi borghigiani hanno le lacrime agli occhi. È un autentico tripudio di bandiere azzurre.
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BORGO A BUGGIANO. La piazza Coluccio Salutati trabocca di gente. Paolo Belli scalda l'orchestra, mentre il segretario del Borgo Alessio Bacherini chiama, uno a uno, i giocatori e i componenti dello staff tecnico sul palco. Tanti vecchi sportivi borghigiani hanno le lacrime agli occhi. È un autentico tripudio di bandiere azzurre.
Comincia così, consacrata da un bagno di folla, l'avventura dell'Unione sportiva Borgo a Buggiano 1920 in serie D. Il direttore sportivo Maurizio Tanfani sembra, con il dovuto rispetto, Martin Luther King quando nel 1963 a Washington pronunciò il famoso discorso che iniziava "I have a dream". Solo che i toni sono più accessi, quasi urlati, spesso interrotti dagli applausi e dai cori della tifoseria, quando ricorda l'impresa di una società che solo tre stagioni orsono militava in Prima categoria. «Abbiamo scalato una montagna - dice - e ora vogliamo restare sulla vetta, che per noi rappresenta la permanenza in serie D. Inolte siamo la prima squadra della provincia, e questo deve caricarci di ulteriori responsabilità».
Su questo aspetto si sofferma anche Federica Fratoni, presidente della Provincia, che non ha voluto mancare all'importante appuntamento. «Innanzitutto - esordisce - mi sembra che questa società abbia fatto qualcosa di miracoloso in questi ultimi anni. Sono certa che rappresenterà degnamente il calcio pistoiese in un torneo così impegnativo». Poi arrivano i consueti ringraziamenti del primo cittadino Daniele Bettarini alla società e il discorso di rito del presidente Massimo Cardelli, persona pacata e poco avvezza al presenzialismo e per questo parecchio apprezzato. Ancor più discreta la presenza del patron Mario Paganelli. Per quel che riguarda l'accoglienza ai giocatori, ovazione per capitan Rummolo, livornese verace, alla terza stagione in maglia azzurra. "Un capitano, c'è solo un capitanooo», gli gridano gli ultras, e lui saluta alzando le braccia. «È un'emozione grandissima essere qui con voi - dice - Sono stati anni favolosi. E non siamo ancora stanchi di vincere».
Poi inizia il concerto dello showman romagnolo, che richiama sul palco nuovamente tutta la squadra per un'altra bella dose di applausi. Il sogno continua. In attesa delle sfide sul campo.
Comincia così, consacrata da un bagno di folla, l'avventura dell'Unione sportiva Borgo a Buggiano 1920 in serie D. Il direttore sportivo Maurizio Tanfani sembra, con il dovuto rispetto, Martin Luther King quando nel 1963 a Washington pronunciò il famoso discorso che iniziava "I have a dream". Solo che i toni sono più accessi, quasi urlati, spesso interrotti dagli applausi e dai cori della tifoseria, quando ricorda l'impresa di una società che solo tre stagioni orsono militava in Prima categoria. «Abbiamo scalato una montagna - dice - e ora vogliamo restare sulla vetta, che per noi rappresenta la permanenza in serie D. Inolte siamo la prima squadra della provincia, e questo deve caricarci di ulteriori responsabilità».
Su questo aspetto si sofferma anche Federica Fratoni, presidente della Provincia, che non ha voluto mancare all'importante appuntamento. «Innanzitutto - esordisce - mi sembra che questa società abbia fatto qualcosa di miracoloso in questi ultimi anni. Sono certa che rappresenterà degnamente il calcio pistoiese in un torneo così impegnativo». Poi arrivano i consueti ringraziamenti del primo cittadino Daniele Bettarini alla società e il discorso di rito del presidente Massimo Cardelli, persona pacata e poco avvezza al presenzialismo e per questo parecchio apprezzato. Ancor più discreta la presenza del patron Mario Paganelli. Per quel che riguarda l'accoglienza ai giocatori, ovazione per capitan Rummolo, livornese verace, alla terza stagione in maglia azzurra. "Un capitano, c'è solo un capitanooo», gli gridano gli ultras, e lui saluta alzando le braccia. «È un'emozione grandissima essere qui con voi - dice - Sono stati anni favolosi. E non siamo ancora stanchi di vincere».
Poi inizia il concerto dello showman romagnolo, che richiama sul palco nuovamente tutta la squadra per un'altra bella dose di applausi. Il sogno continua. In attesa delle sfide sul campo.
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