Il dolore
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Guerra tra Us e Ac Pistoiese
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Salvatore Righi, patron con Bortolotti dell’Ac Pistoiese e accanto il sindaco Berti, presidente dell’UsL'imprenditore napoletano: «La serie D spetterebbe a noi». Renzo Berti: «Rispetteremo le decisioni della Figc»
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PISTOIA. Clima teso tra vecchia e nuova Pistoiese. È Salvatore Righi (che da circa un mese è alla guida dell'Ac Pistoiese, prima dietro Roberto Bortolotti poi in prima persona) a innescare la miccia. L'imprenditore napoletano annuncia per oggi la sua diffida nei confronti della Lega Dilettanti e della Figc ad iscrivere un'altra società di Pistoia che non sia la sua in modo da bloccare l'Us creata dal sindaco.
Una dichiarazione di guerra, alla quale il sindaco replica pacatemente e senza innescare polemiche. «Noi abbiamo messo in campo - spiega, serenamente, Renzo Berti - la nostra iniziativa per scongiurare il rischio di scomparsa del calcio a Pistoia, una sorta di ciambella di salvataggio. Nel caso la Pistoiese vincesse il proprio ricorso al Tar, siamo pronti a tirarci indietro. Ma riteniamo di aver fatto la mossa giusta, invece, nell'ipotesi in cui il ricorso venisse rigettato».
Non la pensa così Salvatore Righi. «Secondo me - dice - il sindaco ha sbagliato a cercare un'alternativa alla mia società. Sarebbe stato meglio, se è vero che ci sono imprenditori pistoiesi disposti a investire nella Pistoiese, che si fossero uniti per un progetto unico. In ogni caso voglio far sapere al sindaco che sono anche disposto a cedere la società a loro, senza condizioni». Ma torna subito dopo a porsi di traverso sulla strada della nuova Pistoiese. «Andremo avanti - prosegue - con i nostri ricorsi fino al Consiglio di Stato. Intanto, domani mattina (oggi ndr) andremo all'udienza del Tar per depositare un assegno circolare di 100mila euro, convinti di farcela». Una posizione della quale il sindaco Renzo Berti non può che prendere atto.
Ma ad innescare la bomba era stato l'avvocato Edoardo Chiacchio. «Ho ricevuto mandato - afferma - di inviare una diffida alla Lega Dilettanti e alla Figc a non iscrivere altre società di Pistoia, in quanto in caso di non accolgimento del ricorso al Tar, intendiamo chiedere l'iscrizione alla serie D, come è accaduto l'anno scorso con il Messina e con la Massese, che si sono viste rifiutare l'iscrizione tra i professionisti, ma che invece sono state ammesse alla D». «Noi - replica il sindaco - rispetteremo le decisioni della Lega. Nel caso il ricorso fosse accolto, non escludo si possa aprire un dialogo. Auguro alla Pistoiese i migliori successi sportivi, così come il rispetto degli impegni assunti, compreso il debito che ha nei confronti del Comune di Pistoia. Anche perché sono soldi dei cittadini». Clima teso, quindi, ma con segnali di possibile dialogo.
Una dichiarazione di guerra, alla quale il sindaco replica pacatemente e senza innescare polemiche. «Noi abbiamo messo in campo - spiega, serenamente, Renzo Berti - la nostra iniziativa per scongiurare il rischio di scomparsa del calcio a Pistoia, una sorta di ciambella di salvataggio. Nel caso la Pistoiese vincesse il proprio ricorso al Tar, siamo pronti a tirarci indietro. Ma riteniamo di aver fatto la mossa giusta, invece, nell'ipotesi in cui il ricorso venisse rigettato».
Non la pensa così Salvatore Righi. «Secondo me - dice - il sindaco ha sbagliato a cercare un'alternativa alla mia società. Sarebbe stato meglio, se è vero che ci sono imprenditori pistoiesi disposti a investire nella Pistoiese, che si fossero uniti per un progetto unico. In ogni caso voglio far sapere al sindaco che sono anche disposto a cedere la società a loro, senza condizioni». Ma torna subito dopo a porsi di traverso sulla strada della nuova Pistoiese. «Andremo avanti - prosegue - con i nostri ricorsi fino al Consiglio di Stato. Intanto, domani mattina (oggi ndr) andremo all'udienza del Tar per depositare un assegno circolare di 100mila euro, convinti di farcela». Una posizione della quale il sindaco Renzo Berti non può che prendere atto.
Ma ad innescare la bomba era stato l'avvocato Edoardo Chiacchio. «Ho ricevuto mandato - afferma - di inviare una diffida alla Lega Dilettanti e alla Figc a non iscrivere altre società di Pistoia, in quanto in caso di non accolgimento del ricorso al Tar, intendiamo chiedere l'iscrizione alla serie D, come è accaduto l'anno scorso con il Messina e con la Massese, che si sono viste rifiutare l'iscrizione tra i professionisti, ma che invece sono state ammesse alla D». «Noi - replica il sindaco - rispetteremo le decisioni della Lega. Nel caso il ricorso fosse accolto, non escludo si possa aprire un dialogo. Auguro alla Pistoiese i migliori successi sportivi, così come il rispetto degli impegni assunti, compreso il debito che ha nei confronti del Comune di Pistoia. Anche perché sono soldi dei cittadini». Clima teso, quindi, ma con segnali di possibile dialogo.
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