Lutto
Pistoia
Tosi nuovo allenatore arancione
Ho conosciuto i nuovi proprietari in Romagna, gente molto seria. A consigliarmi di accettare la piazza sono stati Vigiani e Mazzarri
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di Riccardo Agostini
PISTOIA. È Marco Tosi il nuovo allenatore della Pistoiese. Anzi, più correttamente: visto che di ufficialità per ora non ce ne sono, Tosi siederà sulla panchina arancione a meno di cataclismi dell'ultimo minuto. Livornese di nascita e di formazione calcistica, quest'anno il nuovo allenatore della Pistoiese ha portato alla salvezza il San Marino, Seconda divisione girone B. Ma il 15 giugno ha risolto il rapporto che lo legava alla società romagnola.
In realtà Tosi aveva già trovato l'accordo anche per l'anno prossimo. Ma il matrimonio si è interrotto proprio perché di mezzo c'è entrata la Pistoiese, anzi la futura gestione della Pistoiese. In maniera comunque pacifica col San Marino. Secondo quanto riferito dalla società romagnola infatti le motivazioni della separazione erano «unicamente riconducibili al fatto che il tecnico ha in corso - spiegava un comunicato congiunto del 15 giugno - una offerta per allenare un'altra squadra e che tale futuro impegno quasi sicuramente gli permetterà anche di gestire al meglio alcune situazioni personali e familiari».
La società arancione in questi cinque giorni passati dal cambio di proprietà ha deciso la linea del silenzio che anche ieri pomeriggio il neopresidente Bortolotti confermava: «Stiamo lavorando, preferiamo presentare le cose quando saranno sistemate».
Ma lo stesso Tosi in serata pur senza sbilanciarsi, lasciava intendere che la cosa era fatta: «Il contatto - ammetteva - c'è stato. Conosco i nuovi proprietari della società, perché li ho conosciuti quando allenavo il San Marino. Sono ottime persone che hanno grandi progetti». Il contatto c'è stato, insomma, ed è stato pure proficuo. «Il presidente - aggiunge Tosi - è un mio estimatore. Stima cotraccambiata, ovviamente. Abbiamo fatto una lunga chiacchierata, anche se non è stato ancora deciso nulla». La decisione, quindi, non è ancora ufficiale. La ufficializzarà probabilmente nei prossimi giorni lo stesso presidente Bortolotti. Ma lui è già pronto a partire per Pistoia. «La Pistoiese - aggiunge - è un sodalizio importante. Una società che pur militando in Seconda divisione, merita senza dubbio di più. Mi piacerebbe molto allenare la squadra arancione. La Seconda divisione per la Pistoiese è decisamente una categoria anomala».
Tosi conosce la piazza, non direttamente ma per le parole di alcuni suoi amici ben noti: «Una piazza importante della quale mi hanno parlto molto bene Walter Mazzarri, con il quale ho lavorato, e l'ex livornese Vigiani».
Nella sua carriera Marco Tosi, dopo una carriera di otto anni nelle giovanili del Livorno, ha avuto esperienze con il Potenza, da novembre a gennaio dell'anno scorso, quindi con la Massese, ma il progetto naufragò prima di partire. Quest'anno, invece, è subentrato a Petrone sulla panchina del San Marino nel mese di marzo, portando la squadra alla salvezza agli spareggi con il Poggibonsi. Ai tempi delle giovanili del Livorn è stato anche allenatore in seconda di Walter Mazzarri e di Roberto Donadoni. E adesso arriva a Pistoia, reclutato dalla nuova proprietà. Dal presidente Roberto Bortolotti che ieri, come dicevamo sopra, era al lavoro nella sua azienda per mettere a punto i dettagli del passaggio di proprietà della Pistoiese. «Stiamo facendo il massimo - spiega Bortolotti - per realizzare i nostri programmi. Programmi che prevedono il rilancio della società per non deludere la città». Più che un lavoro è una corsa contro il tempo. «I tempi purtroppo - aggiunge - si stanno allungando. Prima della fine della settimana provvederemo a fare una conferenza stampa per informare e presentare il nuovo staff tecnico. Intanto, stiamo anche provvedendo a tutte le pratiche per l'iscrizione, senza tralasciare, quindi, l'ottenimento delle liberatorie dei giocatori». Insomma, un altro slittamento nella presentazione alla città. «Ma - dice il presidente - è solo perché prima abbiamo da sbrigare molte pratiche».
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