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Montecatini, un anno di corsa contro il tempo per riaprire la Palazzina Regia

di Luca Signorini
Montecatini, un anno di corsa contro il tempo per riaprire la Palazzina Regia

La penale è la perdita di un contributo di quasi 2 milioni di euro

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Montecatini La complessa operazione sembrerebbe intravedere il traguardo, dopo anni tribolati. La bandiera a scacchi oltre che un dovere, è anche un’esigenza: si rischia infatti di perdere i fondi pubblici ottenuti. E dunque ecco che la Palazzina Regia dovrebbe essere pronta nel giro di un annetto, con annessa apertura del Museo delle Terme dove verrà conservato l’archivio storico della spa, che il Comune vuole rilevare nella procedura di concordato preventivo in corso.

Ci sono voluti sei anni per progettare e realizzare lo storico edificio di viale Verdi (tra il 1777 e il 1783, voluto dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo), e la bellezza di dieci per restaurarlo nella sua complessità di impianti, ambienti e pregi architettonici, presi a riferimento gli anni 2017 e 2018, quando venne richiesto e si perfezionò un finanziamento di 5 milioni di euro arrivato dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) per il passaggio di proprietà al Comune di Montecatini, che con quella manovra iniettò denari freschi nelle casse delle Terme spa e portò la direzione aziendale a fare fagotto verso le stanze della Palazzina Consulenti ai margini della pineta, dove oggi si trova la sede della società (il trasferimento, tra le altre cose, ha finito per allungare la tabella di marcia).

Comunque, il cantiere vero e proprio ai fini del restauro e del risanamento conservativo con allestimento museografico dell’edificio è stato avviato solo nel luglio del 2023 (nel gennaio precedente l’affidamento dell’appalto), ai tempi della precedente amministrazione. Non facile la sua genesi e nemmeno il suo corso, tra appalti e subappalti, varianti in fase di avanzamento, ditte iper specializzate, impianti da costruire ex novo, autorizzazioni, cavilli e vincoli posti dalla Soprintendenza per i beni sottoposti a parecchi limiti quando si devono ristrutturare e rendere conformi alle normative vigenti.

E parecchi soldi pubblici per un paio di lotti divisi in diversi stralci operativi. Quasi 2 milioni di euro di fondi Cipe regionali, tanto per cominciare. Un altro milione e 200mila sempre di fondi da Firenze, ai quali il Comune attraverso delle variazioni di bilancio ha aggiunto fondi propri, 250mila euro durante la passata amministrazione e ulteriori 150mila con l’attuale giunta. In estate si è concluso il primo step dell’intervento, va avanti il secondo, poi ce ne saranno anche altri.

Insomma oltre 3 milioni e mezzo di euro (più i 5 iniziali necessari all’acquisto) per dare un nuovo senso a questo gioiello che da anni un senso non ce l’ha. E adesso è davvero una corsa contro il tempo da parte dell’amministrazione per infiocchettarlo e aprire al pubblico il Museo delle Terme e delle acque: l’allestimento con tutta probabilità verrà inaugurato in un complesso tornato accessibile nel cuore di Montecatini ma con il cantiere non del tutto ultimato. Si diceva, l’operazione dovrà seguire queste fasi pena il ritiro del primo contributo regionale di quasi 2 milioni. l

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