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Montecatini

La tragedia

Morto travolto sotto casa a Pescia: c’è l’ipotesi dell’omicidio stradale

di Luca Signorini
La strada e la vittima
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La strada e la vittima

Indagata la donna che con il furgone avrebbe colpito l’uomo, 50 anni a dicembre, in via Obizzi

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PESCIA. Viene ipotizzato il reato di omicidio stradale nei confronti della donna di 44 anni alla guida di un furgone che nella mattinata di mercoledì avrebbe investito o urtato in via Obizzi, nel pieno centro storico di Pescia, Mario Villa, 50 anni a dicembre, poi deceduto nel pomeriggio all’ospedale Cosma e Damiano.

Il furgone è stato messo sotto sequestro, mentre sulla salma della vittima verrà eseguita l’autopsia lunedì. Il fascicolo aperto dalla Procura di Pistoia vuole chiarire quanto avvenuto nella piccola strada senza marciapiedi alle spalle di Palazzo del Vicario, tra via Cairoli e la Ruga degli Orlandi, a un passo dalla centralissima piazza Mazzini.

Il dramma ha sconvolto ancora una volta la città, per la tragica fine di un uomo conosciuto e ben voluto da tutti, rimasto solo dal 2022 dopo la morte della madre e con i parenti lontani, ma con una rete di protezione che si era formata a Pescia, anche per il suo carattere buono e amichevole.

Il legale

La vicenda è seguita anche dall’amministratore di sostegno di Villa, Giancarlo Mandara: «L’autorità giudiziaria è al lavoro per fare chiarezza su questa tragedia, penso che se l’intervento dei soccorritori fosse stato in regime di urgenza magari Mario si sarebbe salvato. È arrivata un’ambulanza con due soli volontari, senza infermiere e medico. L’ingresso al pronto soccorso è stato poi in codice giallo, eppure lui aveva bacino e spalla rotti, col torace schiacciato. Era sì cosciente al momento dei soccorsi, ma si lamentava e urlava dal dolore».

«Questa cosa mi ha davvero scioccato, la notte non ho dormito – prosegue l’avvocato Mandara – la fine di un ragazzo molto fragile al quale ero molto affezionato, e lui era molto legato a me, tanto che quando era ricoverato chiedeva dove fossi e mi voleva accanto a lui, mi considerava come una persona di casa e ho sempre fatto più di quello che richiedeva il mio incarico, e l’ho fatto con piacere».

La magistratura

Villa soffriva di frequenti svenimenti, ed è probabile che mercoledì mattina si trovasse già steso sull’asfalto di fronte al portone di casa quando il furgone svoltando nella stretta via Obizzi avrebbe finito per colpirlo e travolgerlo, non vedendo la sagoma dell’uomo. Sarà la magistratura a chiarire tutti gli aspetti della vicenda e a individuare eventuali responsabilità, se ci fossero. 
 

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