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Pescia, limitazioni per la raccolta dei funghi: i giorni e gli orari stabiliti – Tutte le novità

di Luigi Spinosi
Pescia, limitazioni per la raccolta dei funghi: i giorni e gli orari stabiliti – Tutte le novità

Il martedì è consentita la raccolta nei boschi che si trovano nel territorio di Pescia solo ai residenti del comune di Pescia, mentre il venerdì scatta il divieto assoluto per tutti, residenti e non

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PESCIA. Le incognite sulla stagione dei funghi, che è ancora di là da venire, sono molte, in primis quella meteo e - quest’anno - pure le eventuali misure collegate all’evoluzione della diffusione della peste suina, ma per sul fronte della "caccia al porcino" spunta una novità, che può essere letta in due modi diametralmente opposti: positiva per gli abitanti della montagna pesciatina (e per l’ambiente), negativa per i cercatori.

Le limitazioni

Una notizia che arriva con un anno di ritardo: anche nel territorio del Comune di Pescia sono state introdotte le limitazioni settimanali alla raccolta dei funghi. Un provvedimento che serve a "dare riposo" ai boschi e che prevede, ogni settimana, due giorni di stop alla raccolta, uno totale e uno parziale. Più nel dettaglio, il martedì consentita la raccolta nei boschi che si trovano nel territorio di Pescia solo ai residenti del comune di Pescia, mentre il venerdì scatterà il divieto assoluto per tutti, residenti e non. Solo negli altri giorni si potrà andare a cercare funghi liberamente (rispettando comunque tutte le norme i materia su orario, quantità, pagamento bollettino e così via). La limitazione, approvata dalla giunta regionale il 10 agosto, è entrata in vigore il 15 di questo mese, e resterà valida sino al 31 ottobre di quest’anno quando, con l’approssimarsi del freddo, si prevede una diminuzione di funghi e fungaioli (anche se, con questo meteo pazzo, non si può mai dire). I divieti ritorneranno in vigore poi l’anno prossimo dal 30 giugno al 31 ottobre.

Disparità sanata

In questo modo si va a sanare una disparità che, fino all’anno scorso, in provincia penalizzava proprio il territorio di Pescia (e, per un certo periodo, anche quello del Comune di Pistoia), in quanto non inseriti nella precedente delibera regionale che aveva introdotto lo stesso divieto per tutti gli altri Comuni della Montagna Pistoiese. Così mentre il martedì (parzialmente) e il venerdì (completamente) non si poteva andare a cercare funghi nei boschi dei Comuni di Abetone-Cutigliano, San Marcello-Piteglio, Marliana e Sambuca Pistoiese, a Pescia e a Pistoia si poteva. Il divieto fu poi introdotto a "metà corsa" per Pistoia, ma non per Pescia. E sì che da Palazzo del Vicario era stato ribadito che la richiesta era partita alla volta della Regione, ma senza esito. Il risultato? Che il venerdì e il martedì i cercatori finivano per concentrarsi nei boschi della Valleriana, con effetti pesanti sull’ambiente, perché anche a comportarsi bene già un numero massivo di persone negli stessi boschi nello stesso momento comporta conseguenze per l’ecosistema. E poi c’è da dire che esiste cercatore e cercatore. Accanto a quello che rispetta le regole, che raccoglie le quantità giuste, che non distrugge le specie che non conosce o il sottobosco, che non lascia sporco ovunque e che anzi, magari pratica pure il "plogging" (ossia la raccolta dei rifiuti che trova), c’è anche il cercatore "Attila", distruttivo e inquinante, che per un porcino è capace di mettere sottosopra un bosco. E se, come accadeva fino all’anno scorso il martedì e il venerdì nella Svizzera Pesciatina, tutti si ritrovano in un unico territorio, questo, per quanto grande, è destinato a soffrirne.

«Una buona notizia per la tutela del territorio»

Insomma, con questo provvedimento si ripara a un torto e, al tempo stesso, si tutela chi sulla montagna ci vive. Per rimediare a questa inequità quest’anno il Comune di Pescia si è mosso per tempo, attraverso l’assessore all’ambiente Giacomo Ghilardi, e con la richiesta, inviata via Pec a inizio agosto dal sindaco di Pescia Riccardo Franchi alla direzione regionale agricoltura e sviluppo rurale, per chiedere di istituire sul territorio comunale una regolamentazione dell’attività di ricerca dei funghi, evidenziando la necessità di evitare danni all’ambiente per il carico eccessivo di raccoglitori, il sovraffollamento della viabilità montana, il rischio incendi e quello, attualissimo, legato alla peste suina. L’accoglimento della richiesta stato quindi accolto con soddisfazione dal primo cittadino: «Una buona notizia per Pescia e per la tutela del territorio - il commento di Riccardo Franchi - la Regione Toscana ha accolto la nostra richiesta e ha istituito, su tutto il territorio di Pescia, alcune limitazioni alla raccolta dei funghi con l’obiettivo di salvaguardare l’ecosistema forestale. Difendere l’ambiente e i nostri boschi significa difendere e preservare il patrimonio naturale di Pescia. È una misura che abbiamo richiesto per affrontare alcune criticità concrete: limitare l’eccessivo afflusso di raccoglitori, il sovraffollamento della viabilità, i rischi per l’ambiente boschivo e il pericolo di incendi. Il divieto, così come sottolineato dalla Regione, è anche un efficace strumento per contrastare la diffusione della peste suina nella nostra montagna. Ringrazio la Regione Toscana per aver accolto la nostra richiesta».

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