Gioco
Montecatini, suite di lusso al Corona d’Italia: gli investimenti di Mauro Cei in città
Suo anche l’ex albergo Roma, dove nasceranno appartamenti
MONTECATINI. Cavalli da sella, cani di razza, la passione per il ciclismo, prima come corridore poi come munifico sponsor di società locali. E investimenti milionari in città. Per esempio la trentina di suite di lusso all’Hotel Corona d'Italia di piazza del Popolo. E poi i dieci appartamenti all’ex albergo Roma di via don Minzoni. Progetti e prospettive a firma di Mauro Cei, imprenditore 75enne.
Per veder partire le prime ci vorrà un annetto, per il secondo cantiere a breve. «Io credo ancora in Montecatini – dice subito Cei – sono un imprenditore che gira il mondo e il nome di questa città è sempre “buono”, ha ancora un certo appeal. Siamo noi che lo discriminiamo». Aggiunge: «Penso che se gli stabilimenti termali vengano a breve acquistati da privati, questa città e il suo territorio si riprenderanno da subito. E sarà meglio di prima». Parole e musica per chi vive e lavora dalle nostre parti e per ulteriori investitori che potrebbero avere mire e arrivare a Montecatini. Parole che sanno di speranza per il futuro.
Corona d’Italia
Lo storico albergo di piazza del Popolo (sopra il Caffè Biondi, con ingresso sul primo tratto di viale Verdi) resterà con funzione ricettiva: le quaranta camere attuali verranno trasformate in una trentina di suite extra lusso, su una superficie complessiva di 1700 metri quadrati. Il via ai lavori tra un anno. «Puntiamo a una clientela di russi, turisti dell’ex Europa in genere – spiega Cei – tra poco terminerà la guerra in Ucraina, e loro torneranno a Montecatini. Vogliono il lusso, noi glielo daremo». L’hotel è andato a una società dell’imprenditore 75enne lo scorso maggio: quasi mezzo milione di euro pagato per l’aggiudicazione all’asta (475.500 per la precisione) di un immobile costruito verso la metà dell’Ottocento e chiuso definitivamente nel 2006, dopo che nel 2002 la struttura era passata in mano a una nuova proprietà, la quale però non aveva sfruttato lo svincolo alberghiero per riconvertirlo in residenziale. E dunque ecco Cei che lascia la destinazione invariata e anzi rilancia puntando sul segmento luxury. Del resto il Corona d’Italia ha già il phisique du role: scaloni in marmo, copertura a travi e travicelli, vetri colorati, stucchi e cornicioni sulla facciata esterna. Nella sua storia ha poi ospitato numerosi personaggi che hanno frequentato la città nei suoi anni d’oro, tra questi Edoardo De Filippo, ma anche il re Vittorio Emanuele III e la regina Margherita. Il complesso in pieno centro è costituito da tre piani fuori terra, con bureau e bar al piano terra, e da un quarto piano adibito a soffitta. Presente anche un piano interrato di servizio che ospita l’autoclave e i locali tecnici. Necessita come è ovvio di importanti interventi di ristrutturazione di tipo edilizio e impiantistico. A più riprese si era parlato negli anni passati (l’ultima volta una decina di anni fa), della possibilità di trasformare l’intero edificio in undici appartamenti di lusso a uso residenziale (avendo usufruito dello svincolo alberghiero presente nel Regolamento urbanistico approvato durante l’amministrazione Bellandi), con tanto di realizzazione di nuovi lucernari nella copertura. Ma questa strada non è mai stata poi concretamente percorsa.
L’ex albergo Roma
In disuso da decenni, questo immobile di via don Minzoni sul lato della Basilica dalla caratteristica tettoia in ferro battuto (al piano terreno ci sono la banca all’angolo, il bar e tabacchi, il negozio Kasanova) è di proprietà di Cei da vent’anni. Ma adesso per l’imprenditore sembra il momento giusto per far partire il cantiere di ristrutturazione: qui nasceranno nove appartamenti più uno mansardato. Metrature classiche: alloggi tra gli 80 e i 100 metri quadrati ciascuno, due più grandi da 160 metri quadrati. «Abbiamo già ottenuto lo svincolo alberghiero, c’è il progetto e siamo pronti per iniziare – assicura Mauro Cei – ho diversi appuntamenti con le ditte per scegliere quella che ci sembra la migliore alla quale affidare l’intervento». In questo caso i lavori sono dunque imminenti, nel tentativo di dare vita all’immobile e a questa parte del centro cittadino. Mentre per il Corona d’Italia ci sarà da attendere ancora un po’, ma le idee sono chiare. E vanno tutte nell’ottica di un rilancio di Montecatini, aspettando che si risolva la situazione legata alle Terme.
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