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Monsummano, il mercato non lascerà il centro ma in piazza Giusti ci sarà meno posto

Monsummano, il mercato non lascerà il centro ma in piazza Giusti ci sarà meno posto

L’assessore: «Sullo spostamento confronto con ambulanti e commercianti»

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Monsummano Sono un centinaio gli ambulanti che attendono di conoscere quale sarà la conformazione definitiva del mercato di Monsummano. In questi giorni è infatti iniziata la fase di studio che delineerà, entro l’estate, la nuova geografia dei banchi, determinando le dimensioni degli stalli e la loro esatta ubicazione.

L’assessore Libero Roviezzo, che nella seconda giunta guidata dalla sindaca Simona De Caro ha assunto anche la delega al Commercio e alle attività produttive, si muoverà comunque in una cornice che delimita almeno due certezze. La prima è quella che il mercato di Monsummano resterà nel centro cittadino. A essere coinvolte saranno ancora piazza Giusti, piazza del Popolo e via dell’Unità d’Italia, anche se, molto probabilmente, gran parte di questa strada non farà più parte del perimetro di vendita.

Sono quindi escluse a priori altre possibili sistemazioni in aree più periferiche della città.

L’altro punto fermo da cui non si potrà prescindere, è la netta separazione fra generi alimentari e altro tipo di merceologia. Questo farà sì che i banchi che vendono frutta, verdura e specialità gastronomiche saranno ancora disposti in piazza Enrico Berlinguer, le cui dimensioni ben si prestano a ospitarli tutti e dove esiste un’oggettiva facilità per realizzare allacci elettrici anche di dimensioni più importanti, necessari per questo tipo di attività.

Il grande punto interrogativo che per gli operatori del settore dovrà invece essere tradotto in certezze riguarda tutta l’altra merceologia, dall’abbigliamento alle calzature fino ai giocattoli e agli articoli per la casa, l’orto e il giardinaggio.

«Ancora stiamo decidendo su quale linea orientarci – dice l’assessore Roviezzo – ma sicuramente il mercato che verrà sarà ben diverso da quello che siamo stati abituati a vedere da tanti anni, per la diversa morfologia che la piazza ha assunto dopo i lavori, che in pratica impedisce di posizionare un banco di faccia all’altro. Piazza Giusti è diventata un autentico gioiello di architettura urbana, dove per i residenti è un autentico piacere vivere come lo è per i commercianti quello di poterci lavorare. Per non rompere questo equilibrio, non potremo quindi sovraccaricare la piazza di troppe attività ambulanti, che tuttavia, dovranno essere disposte in luoghi commercialmente appetibili e fruttuosi, sempre nell’area del centro cittadino».

In quest’ottica, partiranno a breve le interlocuzioni fra l’amministrazione comunale e le associazioni di categoria degli ambulanti e dei commercianti con sede fissa. L’obiettivo è quello di giungere a una sistemazione definitiva che soddisfi tutti gli attori del commercio cittadino.

«In questa fase particolarmente delicata – prosegue l’assessore Libero Roviezzo – l’amministrazione comunale potrà comunque contare sulla grande professionalità di due dirigenti che, ciascuno per il suo raggio di competenze, potrà dare un contributo decisivo a fare del mercato di Monsummano un esempio di sicurezza e sostenibilità commercale. I due dirigenti sono Genni Innocenti, responsabile dell’ufficio urbanistica e commercio, e Federico Romani, che si occupa invece di ambiente e protezione civile. Non dobbiamo infatti dimenticarci che le nuove regole per il commercio in area pubblica prevedono regole stringenti in fatto di distanze fra banco e banco. Devono poi essere sempre assicurate le vie di fuga. Anche in virtù di queste normative, i banchi dovranno essere disposti in maniera consona, cioè a una distanza conveniente l’uno dall’altro».

Come ulteriore variabile da cui non si potrà comunque prescindere, c’è poi il fenomeno della diminuzione degli operatori del settore.

«Rispetto a prima del trasferimento dovuto ai lavori di riqualificazione della piazza– ha concluso l’assessore Roviezzo – alcuni ambulanti hanno deciso di dedicarsi ad altro o di andare in pensione. Spetterà adesso al Comune decidere cosa fare dei loro posti rimasti vuoti».l

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