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La tragedia

Operaio morto a Pescia, lo sdegno del vescovo e dei sindacati

Operaio morto a Pescia, lo sdegno del vescovo e dei sindacati

Profonda commozione per la scomparsa di Mario Morina, 59 anni. Il vescovo: «Sia sempre garantita la sicurezza sui luoghi di lavoro»

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Pescia «Siano sempre garantite le condizioni di assoluta sicurezza e non si debbano ulteriormente piangere persone che, nel compiere dignitosamente la loro fatica quotidiana, debbano, invece, trovarvi ingiustamente la morte». Così il vescovo della diocesi di Pescia Fausto Tardelli sull’incidente sul lavoro avvenuto ieri mattina a Veneri, che ha causato la morte di un operaio di 59 anni, Mario Morina, che stava tagliando un albero lungo la vecchia via postale (via dei Colli), che poi gli è crollato addosso anche a causa del forte vento di grecale. «Sono profondamente addolorato – prosegue il vescovo – per la tragica morte avvenuta, ennesima tragedia consumatasi sul luogo di lavoro. Mi unisco con l’affetto e la preghiera al grande dolore della famiglia, dei colleghi e dei tanti che lo conoscevano. Fermiamoci a riflettere sull'allarmante aumento di incidenti, spesso mortali, che avvengono sul lavoro. Chiediamo con forza a chi ha responsabilità sui luoghi di lavoro di mettere in campo tutte le possibili energie affinché sia sempre garantita la sicurezza».
 

Interviene anche la cooperativa sociale Spiga di Grano, per la quale l’uomo lavorava occupandosi di manutenzione del verde per conto del Comune di Pescia. La coop «esprime il proprio profondo cordoglio per la tragica scomparsa del collega Mario Morina, a causa di un drammatico incidente durante il turno di lavoro. Tutta la cooperativa si stringe con affetto e vicinanza alla famiglia e agli amici di Mario, in questo momento di immenso dolore. Mario era un lavoratore stimato e rispettato, il cui impegno e dedizione non saranno mai dimenticati. Non ci sono parole per descrivere lo sconcerto e la tristezza che questa perdita ha lasciato in tutti noi. La sicurezza sul lavoro è da sempre una priorità assoluta per la nostra cooperativa, e siamo certi che nei prossimi giorni le autorità competenti faranno chiarezza sulle circostanze che hanno portato a questo tragico evento. In questo momento, però, il nostro pensiero va esclusivamente alla famiglia di Mario, alla quale offriamo il nostro pieno sostegno e la nostra solidarietà».

«Il 2025 si apre con un’altra terribile morte sul lavoro. Si tratta dell’ennesima vittima innocente di una strage senza senso e senza fine. Ovviamente sarà la magistratura a chiarire quel che è successo, ma è chiaro che si tratta di un’ulteriore tragedia che colpisce un lavoratore (peraltro non più giovanissimo) impiegato nel sistema degli appalti». Così Riccardo Bartolini (segretario Fp Cgil Pistoia) e Daniele Gioffredi (segretario Camera del lavoro Pistoia), che poi proseguono: «È necessario avere contezza che siano state rispettate tutte le norme relative alla sicurezza sul lavoro e, più in generale, crediamo sia utile riflettere se non siano necessari limiti, anche anagrafici, per essere adibiti a determinate mansioni. Chiederemo con forza risposte a queste nostre domande fin dalle prossime ore e ci riserviamo di agire ogni iniziativa di denuncia e di lotta che riterremo necessaria. Si lavora per vivere, non per morire».

Una «decisa reazione di sdegno, rabbia e riprovazione» è il sentimento espresso dalla segretaria della Cisl Toscana Nord Alessandra Biagini. Che poi scrive: «Quanto accaduto la dice lunga sul funzionamento e la puntuale adozione di tutti i sistemi di prevenzione e protezione possibili, che devono essere adottati nello svolgimento di ogni attività lavorativa. Le autorità preposte faranno piena luce sullo specifico accadimento per verificare se tutta la filiera della sicurezza abbia funzionato o meno».

«Un’ennesima tragedia che richiama l’urgenza di intervenire con decisione per garantire la sicurezza dei lavoratori. Non è accettabile che nel nostro Paese si continui a perdere la vita mentre si svolgono le proprie mansioni. Come ribadito dal presidente della Repubblica Mattarella non possono più bastare parole di sdegno: occorre agire, con responsabilità e severità. La tutela della sicurezza richiede un’azione congiunta e un impegno costante da parte di istituzioni e parti sociali. È fondamentale potenziare i controlli ispettivi e implementare gli investimenti in formazione e cultura della sicurezza a partire dalle scuole». Lo dichiarano in una nota congiunta Paolo Capone, segretario generale del sindacato Ugl e Giuseppe Dominici, segretario Ugl Toscana.

David Meccoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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