Il dolore
Altro raid vandalico in pineta
Lampioni spaccati e divelti, recinzioni sfondate e funghi decorativi ribaltati Giovanni Biondi (Assohotel) torna a chiedere la chiusura notturna dell’area
MONTECATINI. Atto vandalico numero 26 in pineta: cestini spezzati, 13 lampioni danneggiati o divelti, i “funghi” decorativi del mercatini natalizio buttati per aria, recinzioni degli stabilimenti sfondate, così come quella che circonda il Grand Hotel La Pace. Sono l’ultimo capitolo di un elenco che comprende le bottiglie frantumate sui marciapiedi di via San Martino, le aiuole di corso Matteotti usate come gabinetti, la poltrona decorativa piazzata al Kursaal distrutta, le saracinesche dei negozi forzate, i vetri di otto auto spaccati, i petardi gettati contro abitazioni e veicoli, i tavoli e gli arredi del Gambrinus sfondati, gli anziani infastiditi e le donne molestate per strada, le risse anche a colpi di machete in piazza, due rapine con pistola in un negozio di calzature e in un hotel del Parco della Rimembranza.
Così Giovanni Biondi, presidente di Assohotel, ma anche albergatore e rappresentante di centinaia di cittadini, lancia l’ennesimo accorato appello. Solo pochi giorni fa dalle pagine del Tirreno aveva chiesto la chiusura della pineta durante la notte e più sicurezza per tutta la città: «La maggioranza e l’opposizione devono lavorare insieme al di là dei puri interessi politici. Montecatini è la nostra città. Va tutelata e protetta. Per quanto riguarda il centro ci siamo incontrati con i vertici delle forze dell’ordine e abbiamo chiesto una presenza costante. Quando ci hanno risposto che non ci sono abbastanza uomini abbiamo insistito per ottenere un servizio di vigilanza comunale. La parte di piazza del Popolo e zone limitrofe ha necessità di forze dell’ordine. Come fanno nelle metropoli, con porzioni chiamate “zona rossa” dove chi entra e chi esce viene controllato. Ci vuole un progetto coordinato ed efficiente».
La necessità di chiudere al più presto la pineta per evitare l’aggravarsi di atti vandalici. Questa “facilità” e spavalderia con cui gruppi non ben identificati, ma più volte immortalati da video di privati cittadini e dalle telecamere, si muovono spaccando e insultando il patrimonio cittadino desta non poca preoccupazione. C’è la sensazione di un senso di impunità e di menefreghismo per le possibili conseguenze, con conseguente disagio per chi cerca di vivere normalmente la vita cittadina. Ci sono video in cui giovanissimi che si muovono in branco afferrano vasi e li lanciano contro vetrine dei negozi. In cui prendono a pedate arredi urbani, o usano come gabinetto a cielo aperto strade e androni. «Hanno distrutto la nostra pineta – chiosa Biondi – va immediatamente chiusa durante la notte e di giorno gli ingressi devono essere a pagamento. Parlo anche a nome di centinaia di abitanti della zona nord e delle Panteraie che sono stufi di subire questi soprusi. Chiediamo un servizio di sorveglianza accurato. La pineta è un nostro bene. Noi albergatori diamo soldi al comune tramite anche la tassa di soggiorno. E non parliamo di spiccioli. Con l’aumento il prossimo anno arriveranno nelle casse di viale Verdi tre milioni di euro. Esigiamo che vengano investiti per assicurare tranquillità e decoro. Non vogliamo che i nostri beni e la nostra città possano essere distrutti secondo gli “umori” di gruppi di vandali. Adesso basta».
Al di là della politica: «Durante le elezioni tutti i candidati hanno fatto promesse – aggiunge Biondi – adesso siamo noi a pretendere che gli stessi si uniscano e discutendo e progettando insieme un piano strategico mettano in campo una soluzione per il bene dei propri cittadini. Al di là degli interessi e dei colori politici».
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