Il Tirreno

Montecatini

Politica

Elezioni a Montecatini, udienza il 14 gennaio sul ricorso dell’ex sindaco Baroncini

di Luca Signorini
La presentazione nella sede della Misericordia della sua seconda candidatura a sindaco nel marzo dello scorso anno (foto Nucci)
La presentazione nella sede della Misericordia della sua seconda candidatura a sindaco nel marzo dello scorso anno (foto Nucci)

Il Consiglio di Stato deciderà sull’istanza presentata dopo essere stata respinta in primo grado

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Si terrà martedì 14 gennaio (la sentenza qualche giorno dopo) l’udienza al Consiglio di Stato sul ricorso presentato dall’ex sindaco Luca Baroncini (Lega) contro l’esito elettorale delle amministrative del giugno scorso, che lo ha visto soccombere al turno di ballottaggio in favore della lista civica sostenuta dal centrosinistra che attualmente guida Montecatini.

A ottobre il Tar della Toscana ha respinto in primo grado l’istanza presentata dal segretario regionale del Carroccio, che ha deciso di andare avanti «nel rispetto di chi ha deciso e della magistratura in generale, ma riteniamo ci siano le condizioni per fare appello e restiamo convinti delle nostre ragioni in diritto», aveva detto Baroncini a commento della prima decisione dei giudici amministrativi. L’appello dunque tra dieci giorni.

L’ex primo cittadino termale è stato sconfitto al ballottaggio del 23 e 24 giugno per appena otto voti di scarto (3.491 contro 3.499), mentre due settimane prima al primo turno era stato il più votato con la sua coalizione di centrodestra (33,68% di voti).

Baroncini nel ricorso è assistito dall’avvocato e professore Antonio Guzzetta, coadiuvato da Alberto Zito e Lorenzo Diotallevi, soci dello studio Legal Protection di Roma. Il loro lavoro si basa anche sui numeri usciti dalle urne, viste le 69 schede bianche, le 135 considerate nulle e i due voti contestati e non assegnati dopo lo scrutinio ai seggi per il decisivo secondo turno.

L’altro contendente sull’esito elettorale era Edoardo Fanucci, che con il suo cartello di liste civiche ha sfiorato l’accesso al secondo turno, sfumato per soli dieci voti. L’ex deputato, che si è visto bocciare anche lui dal Tar il primo ricorso sul riconteggio delle schede, a differenza di Baroncini ha deciso di fermarsi e di non proseguire con l’appello al Consiglio di Stato.

«È un nostro diritto e come sempre fatto in questi mesi agiremo con rispetto e serietà, senza clamori mediatici, ma con la voglia di conoscere la verità ottenendo un riconteggio che ci pare legittimo e doveroso anche nei confronti dei nostri elettori e per la certezza del diritto, particolarmente importante quando si tratta di istituti fondamentali della democrazia come le elezioni», aveva detto ancora Baroncini lo scorso ottobre annunciando l’appello al Consiglio di Stato.

Nel frattempo il trentanovenne sindaco della città dal 2019 al 2024 è stato eletto tra i banchi della minoranza in consiglio comunale. E ha trovato un nuovo incarico a Roma come assistente parlamentare del gruppo Lega al Senato, «è una grande dimostrazione di stima e fiducia da parte del mio partito e questo mi onora e mi impegna a dare ancora di più il massimo. Si tratta di una collaborazione con i senatori della Lega per approfondire la problematiche e le possibili soluzioni sul termalismo. La Lega intende lavorare a una proposta di legge che possa valorizzare il termalismo, sia puntando sul rilancio delle cure termali classiche per il benessere, la cura e la prevenzione, che incentivando gli investimenti pubblici e privati», erano state le parole di Baroncini in una intervista al Tirreno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Tragedia in Versilia
Il delitto

Camaiore, duplice omicidio: «Kety e Mirko due anime d’oro» - I racconti di chi conosceva le vittime

di Gabriele Buffoni

L'intervista

Il lato nascosto del duplice omicidio di Camaiore spiegato dal sindaco: «È anche colpa nostra»