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Montecatini, un polo didattico ambientale al posto del degrado: il piano e dove sorgerò

Montecatini, un polo didattico ambientale al posto del degrado: il piano e dove sorgerò

Volontari già al lavoro: tra le molte idee in cantiere quella di sviluppare riflessioni sul concetto di ambiente naturale e urbano, studiare il ciclo dell’acqua con esperienze di laboratorio sull’analisi di potabilità

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MONTECATINI. Nascerà un polo didattico ambientale nelle ex serre di via Sant’Antonio. Lo annuncia con soddisfazione la presidente di Liv odv Giulia Fiore: si chiamerà “Zara zooantropologia e rifugio animali”.
Il piano
«Abbiamo ricevuto in concessione da parte del Comune di Montecatini – spiega la presidente – anche il terreno delle ex serre di via Sant’Antonio 13. Per questo voglio ringraziare la vicesindaca Beatrice Chelli e l’assessore all’ambiente Luca Bini». Quello che si andrà a realizzare sarà un progetto destinato a tutti, ma in particolar modo alle scolaresche e ai soggetti più fragili, con la formazione didattica degli studenti e il reinserimento nella società di soggetti fragili con percorsi emozionali. «Ci occuperemo – aggiunge Fiore – di formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo, alla prevenzione del bullismo e al contrasto della povertà educativa; di interventi e servizi finalizzati alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni dell’ambiente e all’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, con esclusione dell’attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi».
Come sarà
Nel nuovo polo didattico ci saranno interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio. Sarà possibile svolgere agricoltura sociale e orto sinergico, organizzare e gestire attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale e gestione avifauna. In preparazione; percorsi Life Skills, passeggiate emozionali con compilazione emotional maps. I giovani potranno riconoscere e sperimentare momenti di socializzazione e di scambio tra coetanei e con volontari, stimolando la partecipazione attiva e la capacità di rapportarsi con il gruppo; riflettere e confrontarsi sui diversi aspetti della propria crescita, stimolando la curiosità e la criticità, valorizzare la dimensione del gruppo in un’ottica di cooperative-learning; promuovere ed agevolare la capacità di comunicazione, stimolando non solo la partecipazione attiva, ma anche il riconoscimento ed il rispetto di punti di vista differenti. «Questo percorso – dice la presidente – consentirà di raggiungere un’ampia fetta di popolazione giovanile durante la sua fase evolutiva, che rappresenta il momento in cui vengono sviluppati e adottati concetti e comportamenti relativi alla propria salute. Inoltre faciliterà il coinvolgimento attivo dei giovani volontari, valorizzandoli come risorse fondamentali nella promozione della salute dei più piccoli».

I tempi

Tra le molte idee in cantiere quella di sviluppare riflessioni sul concetto di ambiente naturale e urbano, studiare il ciclo dell’acqua con esperienze di laboratorio sull’analisi di potabilità, osservare la fauna nel suo ambiente naturale mediante fototrappole, sviluppare nozioni etologiche e di educazione civica sulle colonie feline e sul comportamento dell’animale gatto e dell’animale cane all’adiacente Rifugio Hermada. Ma dagli ambienti macro si passerà anche agli ambienti micro, con l’osservazione di cellule vegetali e animali al microscopio o l’estrazione del Dna vegetale. Inoltre i volontari e i visitatori potranno fare esperienza nell’orto sinergico e agricoltura sociale, realizzare giardini naturali e svolgere attività di documentazione attraverso riprese, fotografie, articoli e report delle attività. E, ancora, sviluppare pagine social, siti web, blog, pubblicazione dei contenuti con un piano e un calendario editoriale, nonché un libro che racconti le varie attività. Previsti un laboratorio audio e video (sceneggiatura, riprese, montaggio, editing, post produzione di cortometraggi, storytelling e spot), il laboratorio di fotografia (con esercitazioni pratiche in studio e all’aperto e dove i bambini apprenderanno come esprimersi attraverso le immagini, come scattare usando diverse inquadrature, e giocheranno con i colori e sperimenteranno vari generi fotografici) e l’attività di ricovero, cura e riabilitazione dell’avifauna selvatica in difficoltà. In programma poi l’installazione di fototrappole impermeabili per acquisizione di materiale visivo della biodiversità del territorio, destinato alle attività didattiche e promozionali, e l’allestimento di un’area fitness a corpo libero autocostruita con legname e materiali di riuso. «Stiamo finendo di pulire – conclude Giulia Fiore – chi vuole potrà unirsi a noi. E stiamo preparando i campi estivi, con birdwatching, attività formative, educazione ecologica e insegnamento di caccia di orme».l

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