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Genitori a scuola con lo psicoterapeuta per educare i figli: «Mai lasciare i ragazzi soli con ansie e paure»

di Maria Salerno

	Lo psicologo e psicoterapeuta, Sergio Teglia
Lo psicologo e psicoterapeuta, Sergio Teglia

Uzzano, Sergio Teglia porta avanti un progetto sulla genitorialità: «Vuoi che tuo figlio stacchi il cellulare? Fagli vedere che tu stacchi il cellulare»

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UZZANO. Quello di non sentirsi soli nell’educazione dei figli è un bisogno che negli anni è rimasto immutato, anzi che ultimamente è cresciuto. Parola di Sergio Teglia, psicologo e psicoterapeuta di grande esperienza che da quasi vent’anni porta avanti il progetto “Scuola per genitori”. Un ciclo di incontri sulla genitorialità che si propone di informare e formare attraverso il confronto coi genitori per favorire una maggiore consapevolezza rispetto ad alcune tematiche chiave come la promozione dell’autonomia nell’infanzia e l’uso corretto delle nuove tecnologie. Da qualche giorno si è conclusa la Scuola per genitori a Uzzano, dove l’iniziativa è giunta al suo ottavo anno.

«Da quando ho iniziato ad ora, a Uzzano, c’è stato un cambio generazionale – spiega Teglia – Gli incontri sono molto partecipati e alla fine ci sono sempre tante domande, da lì capisco che è il caso di proseguire in questo cammino, che risulta utile». L’approccio che Teglia adotta è quello dell’intervento clinico indiretto. «Lavorare sui genitori per vedere l’effetto che fa su figli – spiega Teglia – Dai 3 agli 11 anni si può fare molto anche senza vedere loro direttamente».

Ma nel corso delle serate quali sono le domande più ricorrenti? Le difficoltà più comuni che incontrano i genitori nel processo educativo? Con i suoi vent’anni di esperienza, Teglia spiega che la più ricorrente e quella su come si gestisce la bizza del bambino. «È tra le questioni più avvertite negli anni dell’infanzia Conferma – A differenza del passato, quando i figli ascoltano non lo fanno per paura della punizione, ma per affetto e allora è lì che si deve agire, operando un distacco “protetto” che può sintetizzarsi nel “per ora non ti parlo”. Si tratta di un dolore protetto a differenza di quello che si sperimenta fuori casa, perché il bambino sa che dopo si riparte. Il bambino ha bisogno di sapere cosa può e cosa non può fare, a volte il senso di colpa per quanto di sbagliato viene fatto è solo propedeutico a maturare il senso di responsabilità, che più avanti è fondamentale perché ti fa capire che ogni azione genera conseguenze».

Chi ha a che fare coi preadolescenti e adolescenti pone interrogativi principalmente sulla tecnologia. «L’aspetto psicoeducativo consiste nel proporre – spiega Teglia – ma si educa principalmente con l’esempio. Vuoi che tuo figlio stacchi il cellulare? Fagli vedere che tu stacchi il cellulare. I ragazzi poi hanno bisogno di sentire la propositività, soprattutto nei confronti del futuro. Non vanno mai lascati soli di fronte alle ansie e alle paure». Teglia affronta anche temi di estrema attualità come le guerre e l’intelligenza artificiale. «Ci potrà migliorare la vita l’Ai? Forse – dice Teglia – ma non sarà mai in grado di provare la meraviglia o lo stupore, non avrà nemmeno le nostre nevrosi, resterà sempre uno strumento».

A livello educativo la cosa più importante è riuscire a mettersi in discussione. «Il genitore che pensa di non avere sbagliato niente è pericolosissimo – afferma Teglia – così come quello che pensa di avere sbagliato tutto. Mettersi in discussione e farlo con una persona che ti aiuta può essere estremamente utile». L’esperienza della Scuola per genitori è iniziata a Pistoia nel 2006 «ma c’è motivo di continuare perché il bisogno di essere accompagnati nel processo educativo è ancora forte – conclude Teglia – I Comuni del territorio sono attenti alle esigenze dei genitori». Il prossimo appuntamento è venerdì 16 novembre alle ore 16 nella biblioteca comunale di Ponte Buggianese. Poi, a gennaio, si ricomincerà a Pescia. 

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