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Cintolese saluta il suo “don”, «ha creato una comunità»

Il parrocco, 45 anni, è stato trasferito dal vescovo a Montecatini, in Santa Maria Assunta e Sant’Antonio
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Il parrocco, 45 anni, è stato trasferito dal vescovo a Montecatini, in Santa Maria Assunta e Sant’Antonio

Francesco Gaddini ha lasciato San Leopoldo dopo 17 anni

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MONSUMMANO. Don Francesco Gaddini ha lasciato, dopo 17 anni, il timone della parrocchia di San Leopoldo a Cintolese, dove era approdato nel 2007 all'età di 28 anni. Originario della lucchesia, per don Francesco quella di Cintolese è stata la prima esperienza alla guida di una parrocchia. Adesso continuerà il suo ufficio pastorale nella vicina Montecatini, dove ha già fatto il suo ingresso nelle parrocchie di Santa Maria Assunta e Sant'Antonio. A succedergli come guida spirituale a Cintolese è padre Sergio Cerracchio, trasferito dal Corpus Domini nel Sottoverga di Montecatini.

Il nome di don Gaddini resterà comunque per sempre legato alla parrocchia da cui ha di recente preso commiato perché è stato anche grazie al suo impegno se, nel 2019, nell'importante frazione di Monsummano si è potuto concretizzare il progetto della nuova chiesa inaugurata dall'allora vescovo di Pescia monsignor Roberto Filippini. Sino ad allora i fedeli erano costretti ad assieparsi nella storica chiesa di San Leopoldo che tuttavia, con il passare del tempo, iniziò a essere percepita come troppo angusta. La nuova casa del Signore è consacrata a don Massimiliano Kolbe, il sacerdote polacco barbaramente ucciso dai nazisti nel campo di concentramento di Auschwitz. La chiesa di Cintolese è infatti una delle prime in Italia a portare il nome di un martire dell'era moderna. Un testimone di Cristo trucidato dal nazismo come, del resto, i tanti contadini del Padule di Fucecchio uccisi dai nazisti il 23 agosto del 1944 e di cui, ogni anno, a Cintolese si celebra l'anniversario del loro olocausto. La nuova chiesa fiorì sin da subito come un perfetto modello di architettura massimalista con la pianta ellittica, l'illuminazione a led e con un numero di pannelli solari sul tetto tale da garantirle l'autonomia energetica. Da un punto di vista decorativo, lo splendido crocifisso di Giuliano Vangi e le stazioni della via crucis create da Rocco Normanno sono esempi tangibili di come l'arte contemporanea possa anch'essa creare forti emozioni devozionali.

A ricordare don Francesco Gaddini come un parroco particolarmente vicino ai ragazzi è Paolo Papini, giovane consigliere comunale di maggioranza a Monsummano, che conosce bene la realtà parrocchiale. «La struttura della nuova chiesa – fa notare Papini – ha previsto anzitutto, oltre al complesso ecclesiastico in quanto tale, molte aule per il catechismo e una grande stanza polivalente per poter accogliere giovani e comunità in una continua vita comune fatta di attività, feste, giochi e intrattenimento. Don Francesco ha investito tutte le sue energie per creare una parrocchia accogliente e inclusiva e, in questo suo intento, è stato seguito da una comunità entusiasta delle sue azioni». Il saluto di don Francesco dalla sua ex parrocchia non è stato facile: tutta la comunità gli ha dedicato una festa in cui sono stati mostrati dei video che hanno ripercorso tutti i bellissimi momenti passati insieme. Al taglio della torta qualche lacrima è scesa sulle guance di tanti giovani presenti per i quali don Francesco rimarrà sempre il loro "don".

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