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Scuola, in Valdinievole l’autonomia è in bilico: quali sono le scuole a rischio accorpamento

L’istituto agrario Anzilotti di Pescia
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L’istituto agrario Anzilotti di Pescia

Già salvati dall’ultimo decreto Milleproroghe, sono stati di nuovo inseriti in una recente delibera della Regione

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VALDINIEVOLE. Sono tre gli istituti scolastici del territorio che non superando i 600 iscritti sono destinati a essere accorpati, già salvati un anno fa dal decreto Milleproroghe del Governo. È dunque una vicenda che ritorna con una recente delibera della Regione Toscana. Si tratta dell’istituto comprensivo Ferrucci di Larciano, del comprensivo Berni di Lamporecchio e dell’istituto agrario Anzilotti di Pescia. Il Ferrucci si è fermato a quota 579 studenti, vedendo così sfumare la salvezza per appena 21 iscrizioni. Più ampia la distanza che ha separato il Berni di Lamporecchio dalla conservazione della sua autonomia visto che, con 566 iscrizioni, il deficit di 34 alunni è risultato fatale. Senza recriminazioni infine la situazione dell’agrario di Pescia che, nel 2023, ha accolto 477 studenti, guardando così da lontano l’asticella della salvezza fissata a quota 600. Se tuttavia per i comprensivi di Larciano e Lamporecchio si intravede un percorso condiviso verso una fusione che, nei fatti, sarebbe meno traumatica di un accorpamento imposto dall’alto, per l’Anzillotti la vicenda è ben più articolata e va a toccare vari nervi scoperti, fra cui quello del convitto. Su quanto riservi il futuro, abbiamo quindi interpellato Matteo Giusti, consigliere provinciale con la delega alla rete scolastica.

«La Provincia è chiamata a eseguire a cascata le deliberazioni della Regione - afferma - che, a sua volta, segue le direttive del ministero. La nostra azione sarà quindi finalizzata ad agevolare i percorsi indicati, favorendo un’interlocuzione continua fra le parti in causa. Mi auguro che, laddove vi siano le condizioni, si possa procedere in autonomia alla creazioni di nuove realtà che rispettino i parametri attuali e che siano attrezzate per rispettare anche quelli che, eventualmente, saranno fissati in futuro». Il tetto delle 600 presenze verrà con ogni probabilità innalzato a 900 nei prossimi anni, mentre il limite massimo di 1600 iscritti è stato di fatto accantonato dalla creazione di molti nuovi istituti con oltre 2000 alunni. La rimozione dello scoglio dei 1600 posti massimi potrebbe quindi aprire nuove prospettive per l’istituto agrario pesciatino. Infatti finora, per rispettare il vincolo ministeriale dei 1600 iscritti, l’unico "matrimonio" possibile in vista era quello con il liceo Lorenzini. Se tuttavia da un lato si sarebbe trattato di un’unione perfettamente in linea coi parametri imposti da Roma (la somma degli studenti sarebbe infatti inferiore alle 1600 unità), in pratica si darebbe vita a un nuovo soggetto costituito non da due forze ma da due debolezze. Il Lorenzini è infatti "spalmato" in quattro sedi differenti e senza una prospettiva certa di poter risolvere i suoi problemi logistici nel breve periodo. Sulla scuola di viale Ricciano invece pende la "spada di Damocle" della cancellazione dello storico convitto.

«Visto che il limite dei 1600 posti massimi è stato rivisto - dice Giandomenico Lotito, segretario della Flc Cgil di Pistoia - sarebbe molto più opportuno pensare a un accorpamento con l’istituto alberghiero Martini di Montecatini. I due istituti, a oggi, hanno un totale di 1778 iscritti ma, quello che è più importante, possono costituire una filiera scolastica compatibile fra percorso agrario e quello dell’accoglienza, dove è prevista anche la cucina». Sul tema degli accorpamenti tuttavia il sindacalista precisa che «a prescindere dai singoli casi, noi come Cgil siamo profondamente contrari a questa politica degli accorpamenti. Un dirigente scolastico non può gestire senza scontrarsi con mille difficoltà istituti così grandi. Inoltre siamo contrari agli accorpamenti per le ricadute occupazionali negative che producono sia in fatto di dirigenti scolastici che di personale Ata in generale». Più realista appare il parere di Catia Fagioli della Cisl Scuola di Pistoia. «Purtroppo alla base di tutto c’è un declino inarrestabile del numero degli studenti dovuto al calo demografico - sostiene Fagioli - questo fenomeno favorisce propositi come gli accorpamenti che, se all’inizio hanno riguardato solo gli ordini di scuole inferiori, con il tempo sono destinati a toccare sempre di più gli istituti superiori».

A preannunciare infine una forte mobilitazione generale dei propri iscritti è la Uil Scuola che, giovedì 31 ottobre, ha indetto una serie di assemblee in tutte le scuole della Toscana. Fra i temi che verranno affrontati ci saranno, oltre alla richiesta di un nuovo contratto di lavoro e la tutela dei precari, anche quello spinosissimo degli accorpamenti, che riguarda da vicino la Valdinievole.

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