Finanza
Montecatini, prostituta uccisa: si farà il processo per Isabel
A 16 anni e mezzo dal delitto, rinviato a giudizio l’uomo accusato dell’omicidio. A incastrare Pasquale Buccolieri è stata una traccia di Dna su una calza della donna
Montecatini A sedici anni e mezzo dal tragico pomeriggio in cui la 47enne prostituta brasiliana Isabel Cristina Macarthy morì dissanguata colpita in più parti del corpo da decine di coltellate nel suo appartamento di via Marconi (era il 19 aprile 2008), per quello che ormai sembrava destinato a finire in archivio come un delitto irrisolto, si terrà un processo, che comincerà a fine novembre in Corte d’Assise a Firenze.
Il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Pistoia Luca Gaspari ha infatti accolto la richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pubblico ministero nei confronti di Pasquale Buccolieri, 49enne originario di Brindisi e residente a Porcari, in provincia di Lucca, accusato di omicidio volontario. È intorno a lui che si è stretto il cerchio, dopo la svolta impressa al caso negli ultimi anni grazie alle nuove tecniche di identificazione del Dna. A fare da ago della bilancia, la traccia di saliva trovata su una calza di Isabel, in corrispondenza di uno dei segni di morso lasciati sulla coscia destra della vittima. Come nel famigerato caso dell’omicidio della piccola Yara Gambirasio, è stata una corrispondenza genetica del cosiddetto aplotipo Y – quello che viene ereditato per via patrilineare dai maschi di una stessa famiglia – a guidare gli investigatori della squadra mobile di Pistoia fino al presunto assassino. In precedenza, gli inquirenti erano arrivati a circoscrivere i sospetti su un gruppo di dieci persone, ma dalle perizie disposte dal Gip con un incidente probatorio non era arrivata la prova sperata. Né dalla comparazione delle tracce di Dna, né dalle analisi sulle orme insanguinate trovate sul pavimento e sulle impronte di morsi lasciate su un braccio e su una gamba della vittima. Pareva essere stata quella l’ultima chance per evitare l’archiviazione del “cold case” di Isabel Cristina. Fino a quando, due anni fa, dal dipartimento centrale anticrimine della polizia di Stato arrivò l’attesa notizia: il cromosoma Y della traccia di Dna estrapolata dalla saliva ritrovata sulla calza autoreggente della vittima aveva una corrispondenza con un uomo residente in provincia di Brindisi (parente di Buccolieri), il cui Dna era stato schedato per i suoi trascorsi giudiziari. Ed è da lì che hanno ripreso vigore le indagini dei poliziotti della squadra mobile di Pistoia, che hanno scavato nella vita e negli spostamenti all’epoca del delitto sia dell’uomo dal Dna compatibile a quello del morso che dei suoi fratelli. Senza però, almeno in un primo momento, trovare legami con Montecatini o la Toscana.
A quel punto gli inquirenti sono passati alla famiglia del cugino del padre, ormai deceduto ma con due figli maschi. Uno dei quali risultato residente a Porcari, a soli 25 chilometri dal luogo del delitto, già dal 2005: Pasquale Buccolieri. Che era fra i clienti della vittima, come testimoniato da due suoi amici, che avevano spiegato ai poliziotti che era stato proprio il 49enne autotrasportatore a dare loro il numero di telefono e l’indirizzo della donna, tessendone le lodi per le sue doti professionali. E con un profilo genetico compatibile con quello ritrovato sulla calza di Isabel. Così come le sue arcate dentali vengono ritenute dagli inquirenti compatibili con i segni dei morsi trovati sulla donna. Così, forte anche delle risultanze delle intercettazioni telefoniche e ambientali predisposte, il sostituto procuratore Luisa Serranti, titolare dell’inchiesta, ha chiesto il suo rinvio a giudizio.
L’imputato è difeso dall’avvocato Benedetta Berardinelli e nel processo si sono costituiti come parti civili il fratello e il figlio di Isabel, Paulo Gabriel ed Erlon Macarthy, rappresentati dall’avvocato Maria Di Rocco. l
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