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Montecatini, dopo quasi 100 anni di taxi Andrea chiude la storia sulle ruote dei Fanucci

di Simona Peselli
Duilio con il figlio Andrea
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Duilio con il figlio Andrea

Con la cessione della licenza di tassista Andrea chiude il ciclo avviato dal nonno

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MONTECATINI. Andrea Fanucci, una vita professionale a quattro ruote ha ceduto la licenza di tassista. Con questa decisione finisce, dopo 97 anni, un’epoca di lavoro, una storia lunga e zeppa di avventure per la famiglia valdinievolina dei Fanucci. Una storia iniziata con il primo taxi messo su strada nel 1927.

«Siamo originari di Ponte Buggianese – racconta Andrea Fanucci – i miei familiari erano proprietari di un podere nella zona di Settepassi, così mi dicevano sempre i miei nonni». Poi, quando a Bagni di Montecatini comincia lo sviluppo turistico tutto cambia: «Nel momento in cui Montecatini grazie alle Terme inizia a diventare importante – continua Andrea – decidono di spostarsi tutti. Mio nonno Giuseppe alle spalle aveva un’esperienza come emigrante negli Stati Uniti, dove è rimasto per circa 5 anni riuscendo a guadagnare un bel gruzzolo che riportò in patria. Nel 1925 acquistò un podere sull’angolo tra via Marruota e via Leonardo Da Vinci, e costruì una casa grande dove abitavano tutti insieme. Di lato c’erano l’orto e la stalla con gli animali».

L’idea arriva dagli Stati Uniti

Ma il nonno Giuseppe era lungimirante, e dagli Stati Uniti ritornò con l’idea del trasporto su gomma. «Continuava a ripetere – aggiunge Andrea – che il futuro era proprio nelle automobili. Non tutti, anzi, quasi nessuno, poteva permettersi di acquistare una macchina. Avevano prezzi esorbitanti per la gente comune. Così pensa che il business poteva stare proprio nel noleggio di una macchina». E non si sbagliò nonno Giuseppe. «La gente cominciò a capire la comodità e l’utilità di potersi spostare in automobile – prosegue Andrea Fanucci – nel frattempo di pari passo cresceva la qualità degli ospiti di Montecatini Terme. Così al posto dell’orto e della stalla edificò una grande autorimessa con tanto di officina meccanica. Nonno Giuseppe aveva due figli, uno si chiamava Foscolo e l’altro Duilio. Io sono figlio di Duilio, Foscolo era babbo di Massimo che è un dottore commercialista a sua volta papà di Edoardo».

Foscolo e Duilio erano due ragazzi «un po’ scapestrati – sorride Andrea – Foscolo a scuola era molto bravo, ma con poca voglia. Per mio babbo Duilio la scuola era un sacrificio, quasi una tortura. Di contro erano grandi sportivi, si distinguevano entrambi nel Montecatini calcio, nel 1946 alla fine della guerra erano due colonne della squadra. Hanno continuato a giocare per 6 anni, poi Foscolo smise dopo che si fece male, mentre mio babbo non mollava la sua passione».

Le licenze per i due figli

Nonno Giuseppe, visto che in piazza del Popolo a Montecatini era stato istituito un parcheggio di fianco alla vecchia Chiesa, prese dal Comune due licenze per i figli, e Foscolo e Duilio cominciano a fare i tassisti con tanto entusiasmo. «Erano felici di guidare la macchina – afferma Andrea Fanucci – al Grand Hotel La Pace arrivavano le star di Hollywood, principi, re e regine. Ma anche al Bellavista e al Chiarini, che poi fu chiamato Belvedere, c’erano personaggi famosi abituati a usare il taxi. Mio padre e mio zio regolarmente facevano avanti indietro fra Montecatini e la Francia, la Svizzera, Portogallo. Fanno la loro strada e vanno avanti. Foscolo a un certo punto vende la licenza. Io invece prendo il posto del mio babbo Duilio».

Così Andrea Fanucci, laureato in matematica e fisica, e insegnante, cambia vita: «Mi sono sentito in dovere di onorare la promessa fatta a mio babbo. Rinuncio a tutto e vado a fare il tassista per onorare quel lavoro che ci ha permesso di condurre una vita dignitosa e di studiare»

La fine di un’epoca.

Nel frattempo, però anche Montecatini è cambiata. «Così come il tipo di turismo – chiosa Fanucci – il lavoro del tassista diventa anche complicato. Nel dopoguerra era stato deciso il numero dei tassisti, ma allora la città era ai vertici nazionali. Ci sono 34 licenze taxi, a Lucca fino a poco tempo fa erano 30, a Pistoia 17. Adesso in città arrivano i pullman. La notte è pericolosa per lavorare».

«Abbiamo vissuto anni splendidi – conclude Fanucci – adesso non è più così, ma Montecatini è e resterà per sempre la nostra città del cuore».l

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