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Il sopralluogo

Montecatini, lavori mai iniziati al Palaterme e allo stadio. «Dobbiamo recuperare il tempo perso»

di Luca Signorini

	Il sopralluogo al Palaterme (foto Nucci)
Il sopralluogo al Palaterme (foto Nucci)

Per il Mariotti sarà inviata una lettera di contestazione alla ditta incaricata

09 luglio 2024
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Montecatini Vuoto di operai il Palaterme - trovato con la cancellata esterna e le porte aperte, insomma non custodito e alla mercé di chiunque - e anche lo stadio Mariotti, per il quale «invieremo subito una lettera di contestazione alla ditta che si è aggiudicata l’appalto (il gruppo Elsa di Caivano, in provincia di Napoli, ndr) e cercheremo di capire come mai si è verificata questa situazione, perché sul posto non c’era nessuno e il cantiere era vuoto», sottolinea l’assessore ai lavori pubblici Luca Bini.


Mentre al palazzetto dello sport di via Cimabue, già orfano delle due squadre cittadine di basket che hanno fatto fagotto, «i lavori iniziano domattina (oggi, ndr) dai servizi igienici e dagli spogliatoi, con l’azienda incaricata (la Finocchiaro Costruzioni di Tremestieri Etneo, in provincia di Catania, ndr) che su nostra sollecitazione provvederà a mettere in sicurezza il cantiere, rendendo inaccessibile la struttura», spiega ancora Bini.

In sostanza, i lavori di ristrutturazione di Palaterme e stadio non sono mai iniziati. «Ora cercheremo di recuperare il tempo perso e di rimediare alle mancanze che ci sono state finora», ribadisce l’assessore in carica da pochi giorni. Eppure i due cantieri sono stati affidati mesi fa e anche consegnati: il palazzetto il 12 giugno, lo stadio addirittura nel maggio scorso. Gli interventi però come detto non sono ancora partiti.

Nel mezzo ci sono state le elezioni e il cambio di amministrazione, ma qui si parla di cospicui soldi pubblici confluiti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Un appalto da 1,6 milioni di euro e rotti per il Palaterme e da 1,8 milioni per lo stadio (con i ribassi d’asta contabilizzati). Se slittano i tempi di esecuzione, si procrastina anche il termine di fine cantiere: per il Palaterme ci vogliono 430 giorni (un anno e tre mesi circa) per lo stadio 320 (quasi undici mesi).

Ieri mattina il sopralluogo ai due principali impianti sportivi di Montecatini del sindaco Claudio Del Rosso insieme agli assessori Bini ed Enrico Giannini, che tra le deleghe ha anche il bilancio. Come era stato annunciato al momento della presentazione della nuova giunta comunale, giovedì scorso. C’erano poi i tecnici comunali. Al palazzetto dello sport sono arrivati i rappresentanti della ditta che si è aggiudicata l’opera, allo stadio no.

«Per quanto riguarda il Palaterme ho chiesto che mi sia consegnato un piano di programmazione dei lavori, appena sarà in mio possesso lo potremo rendere pubblico – spiega ancora l’assessore ai lavori pubblici – certo, mi ha stupito che non sia stato ancora prodotto».

Così il sindaco: «Abbiamo toccato con mano due situazioni veramente allucinanti. Al palazzetto la ditta inizierà a lavorare subito, ci ha dato rassicurazioni. Ma nessuno si è mai preoccupato di questo cantiere fino a oggi. Allo stadio forse è anche peggio, è fermo anche questo cantiere. Faremo subito una contestazione all’azienda».

Aggiunge Del Rosso: «Purtroppo molte altre questioni aperte in città si trovano in simili condizioni e noi dobbiamo metterci mano subito, si tratta di emergenze da risolvere. Per esempio i pannelli fotovoltaici installati alla piscina comunale: abbiamo scoperto che non sono mai stati messi in funzione. Poi c’è tutta la partita che riguarda la polizia municipale: il 30 luglio scadono i contratti a tempo determinato di undici vigili urbani, chi c’era prima di noi non ha pensato a rinnovarli. Adesso li stiamo rifinanziando con risorse comunali per prolungare il rapporto contrattuale fino alla fine di quest’anno. Non possiamo permetterci di perdere anche questi agenti in servizio». «In questi primi mesi di amministrazione dobbiamo affrontare queste emergenze, che sono davvero tante – conclude il sindaco – la situazione che ci stiamo trovando ad affrontare è peggio di come ce la immaginavamo, qui serve ricostruire una struttura e avere una “macchina” con la quale poter operare, altrimenti non andiamo da nessuna parte». 

 

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